Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Non ci sono piu' speranze per il Mare di Aral, il quarto piu' grande lago del mondo (nelle sue dimensioni originarie) la cui scomparsa interessa cinque Paesi dell'Asia centrale: Kazakhstan, Uzbekistan, Turkmenistan, Kirghizistan, Tagikistan.
Un lago divenuto in gran parte deserto dopo aver perso il 90% delle proprie acque ed essersi di fatto diviso ormai in due piccoli laghetti, in conseguenza delle allucinanti scelte pianificatorie dell'allora Unione Sovietica, i cui burocrati usarono con spregiudicatezza le acque dei suoi affluenti per nutrire le coltivazioni di cotone, pur nella piena consapevolezza che quel tipo di sfruttamento avrebbe finito col portare alla desertificazione. Oggi, al posto del lago, si trova una enorme distesa di deserto salato, con zone ad altissimo livello di inquinamento a causa del massiccio uso di pesticidi nella coltivazione del cotone.
Un lago che i governi dei cinque Paesi toccati, emersi dalla dissoluzione dell'URSS, non faranno niente per salvare.
Si è chiuso infatti in un rinunciatario nulla di fatto l'ultimo vertice intergovernativo tenutosi ad Almaty, Kazakhstan.
L'impossibilità di un accordo è rapidamente emersa a causa degli insanabili dissidi tra Kazakhstan, Uzbekistan e Turkmenistan da una parte, e Kirghizistan, e Tagikistan dall'altra. A prevalere sono stati gli interessi economici di breve periodo, mentre le considerazioni ambientali sono state nuovamente messe in un angolo.
Per il primi tre Paesi citati, poveri d'acqua, il vertice è stato l'occasione per ribadire la loro opposizione ai progetti di impianti idroelettrici di Kirghizistan e Tagikistan. In questo contesto di costante litigiosità, in particolare Kazakhstan e Uzbekistan hanno deciso di sacrificare il salvataggio del Mare di Aral alle opportunità di sfruttamento economico dei giacimenti di gas naturale scoperti in vaste aree un tempo ricoperte d'acqua. Un recupero del lago ne renderebbe impossibile lo sfruttamento.
alle 10:54
Cris
Ma ci rendiamo bene conto dalla situazione? Preferiscono sfruttare un energia che danneggiarà ancora di più l´ambiente, pitutosto che ridare vita ha un mare e a tutto un ECOSISTEMA che è stato distrutto? Dov´è il risveglio di coscienza di questa gente? DOV`È? Il consumismo deve scomparire, la politica di mercato deve cambiare. IL TEMPO DI SCEGLIERE È ANDATO. UNO DEVE FARE I CONTI CON I DANNI CHE CAUSA E SE NON GLI FA SARÀ LA NATURA AD INSEGNARCI.