Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Silvio Berlusconi supera sé stesso e ci impone di ricollocare le sue frasi sulle vacanze al confino degli oppositori al regime fascista nella categoria delle valutazioni storiche ordinarie.
Berlusconi intervenendo sulla questione dell'allontanamento illegale dei migranti verso la Libia ha dichiarato che sui barconi del mare non ci sono "persone che hanno diritto d'asilo" al di là di "casi eccezionalissimi".
L'accertamento del diritto d'asilo, in tutta Europa, prevede l'obbligo giuridico di una procedura d'asilo, un obbligo che l'Italia ha violato. Ma per Berlusconi, i "clandestini" dei barconi" sono "reclutati in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali", quindi non sarebbero persone bisognose di protezione e non avrebbero neppure il diritto ad un sommario interrogatorio sulle generalità.
Frattini, Ministro di Berlusconi, stima che il 10% dei "clandestini" possa avere diritto all'asilo in Italia, e smentisce, pur inconsapevolmente, il Presidente del Consiglio.
Di fatto, gli esponenti del governo denotano una straordinaria ignoranza del fenomeno migratorio, del ruolo dei "passatori", e delle stesse Leggi della Repubblica che essi hanno pur contribuito in gran parte a scrivere.
La maggioranza dei richiedenti d'asilo, arriva in Italia illegalmente, perché non ha nessun altro modo di arrivarci. Se un uomo è perseguitato per ragioni politiche dal governo del suo Paese, difficilmente potrà riuscire ad espatriare legalmente perché al primo controllo di polizia, nella migliore delle ipotesi, lo arresterebbero. Deve pertanto viaggiare illegalmente, affidandosi il piu' delle volte a trafficanti di merci, passatori, organizzazioni criminali che spolperanno ogni bene suo e della sua famiglia prima di dargli il tanto agognato biglietto per l'Europa.
Il nostro governo ha deciso che quell'uomo, anche se dovesse riuscire ad arrivare vivo in prossimità delle coste italiane, non solo non avrà l'asilo in Italia, ma neppure avrà la possibilità di spiegare alle autorità italiane le ragioni della sua fuga.