Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Questa notizia non la troverete facilmente né sulle prime, né sulle ultime pagine dei quotidiani. Eppure, è un pezzo importante della storia del neocolonialismo del petrolio in Africa.
E' la storia di una multinazionale che con la complicità di un regime corrotto ha violentato una terra ed un suo popolo, per derubarli del petrolio che si nascondeva nei sottosuoli.
E' la storia dello scrittore ecologista nigeriano Ken Saro-Wiva, un uomo coraggioso che con la nonviolenza si era battuto senza tregua contro le devastazioni ambientali nel sud della Nigeria e per la difesa del suo popolo, il popolo degli Ogoni.
E' la storia di un uomo e di un movimento scomodi, spazzati via da una scientifica violenza orientata al profitto e resa ancor piu' vile dalla garanzia dell'impunità.
Ken Saro-Wiva, nel 1995, fu impiccato, insieme ad altri attivisti del suo movimento. Ignoti, ufficialmente, i mandanti di quella strage.
Poco piu' di una settimana fa, a New York, la Shell è andata a processo. Non davanti ad un gruppetto di demoniaci no global, ma davanti ai giudici americani in un contenzioso per il risarcimento dei danni con le accuse di concorso in crimini contro l’umanità, in uccisioni extragiudiziali, tortura e detenzioni arbitrarie.
Nonostante siano passati ormai 14 anni, nonostante l'enorme difficoltà di fronteggiare un colosso del petrolio come Shell, nonostante l'occultamento delle prove effettuato dal regime nigeriano dell'epoca, nonostante tutto questo, i familiari delle vittime sono riusciti ad arrivare davanti ad un tribunale.
La Shell, da un lato ha ribadito la sua totale estraneità ai fatti, ma dall'altro ha offerto alle famiglie, per la prima volta, un risarcimento: 15 milioni di dollari.
Malcolm Brinded, direttore esecutivo della Shell, ha dichiarato che "l'offerta riconosce che, anche se la Shell non ne è responsabile, tali violenze ci sono state e le vittime e le loro famiglie ne sono state colpite".
Il comitato delle famiglie delle vittime sembrerebbe orientato ad accettare l'offerta, ponendo fine ad una contesa durata 14 anni e portando a casa una vittoria storica, anche se piu' simbolica che consistente, vista l'entità comunque minimale dell'offerta economica della Shell.