Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Austria, Bulgaria, Romania, Ungheria e Turchia hanno firmato oggi l'accordo per la realizzazione del gasdotto Nabucco che collegherà i loro territori ai grandi giacimenti di gas naturale dell'Asia centrale.
Il progetto, elaborato una prima volta nel 2002, dovrebbe concludersi nel 2014, quando il gasdotto diverrà operativo.
Con un costo di circa 8 miliardi di euro, esso consentirà ogni anno l'afflusso dall'Asia Centrale di circa 31 miliardi di metri cubi di gas, senza dover dipendere da Gazprom.
Al progetto hanno già risposto favorevolmente Azerbaijan e Turkmenistan, ma i cinque Paesi promotori sperano di incassare presto anche il SI di Uzbekistan e Kazakhistan.
Al progetto non partecipa invece l'Italia che ha dato la sua adesione al progetto South Stream, frutto della stretta collaborazione tra Gazprom ed ENI, che mira a collegare con un gasdotto la Bulgaria e la Russia.
Gli Stati Uniti, fin dall'inizio, appoggiano Nabucco, perché temono un'Europa occidentale troppo dipendente dalla Russia per l'approvvigionamento energetico.
In questo quadro di gasdotti che nascono, con ripercussioni anche geostrategiche, la Turchia oggi ha avanzato la proposta di coinvolgere come partner la Russia e l'Iran in Nabucco.
Gli Stati Uniti hanno subito confermato la loro opposizione alla partecipazione iraniana, mentre sembrano essere piu' possibilisti rispetto ad un ingresso della Russia nel progetto Nabucco.
Quest'ultima eventualità costituirebbe un ulteriore sorprendente passo di distensione, che andrebbe a sommarsi alla rinuncia degli Stati Uniti di realizzare uno "scudo spaziale" ai confini con la Russia.
alle 14:44
natalino
La Russia non abbandonerà i suoi interessi in Iran per un piatto di lenticchie avariato. Gli USA possono offrire solo un piatto di lenticchie avariato e forse neanche quello. I loro morti di fame che fanno la fila alle mense della Caritas hanno bisogno anche di quelle lenticchie avariate.