Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Rosy Bindi? "Piu' bella che intelligente" (Berlusconi) e "Zitella petulante" (Castelli).
Napolitano? "Si sa da che parte sta il Colle" (Berlusconi). "Pronti alla guerra" (Bossi). "Il 72% della stampa è di sinistra", "La Consulta è di sinistra", "Per fortuna che Silvio c'è", "Farò vedere agli italiani di che pasta sono fatto" (Berlusconi).
Per Castelli, per gli avvocati di Berlusconi, per tutti i suoi sostenitori scesi in campo a difenderlo, la Consulta si sarebbe contraddetta, poiché ieri ha dichiarato l'illegittimità del Lodo Alfano in quanto approvato con Legge ordinaria, mentre per il Lodo Schifani non aveva rilevato un'analoga illegittimità limitandosi a censurare altri aspetti della Legge.
L'art. 138 della Costituzione stabilisce che "Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione."
Ieri la Consulta ha dichiarato illegittimo il Lodo Alfano perché esso, comportando una differenza di trattamento dinanzi alla Legge per le piu' alte cariche dello Stato rispetto a tutti gli altri cittadini, avrebbe comunque dovuto essere approvato con Legge costituzionale a normal dell'art. 138. Ma la maggioranza ha vuto troppa fretta ed ha scelto, erroneamente, la via della Legge ordinaria.
Nel 2004, la stessa Corte non aveva rilevato la contrarietà del Lodo Schifani con l'articolo 138.
Come mai, si chiedono stizziti gli avvocati di Berlusconi? Siccome nel 2004 tale contrarietà non era stata rilevata, essi davano per certo che l'art. 138 non fosse un problema.
Evidentemente, si sbagliavano.
La Corte Costituzionale non ha alcun potere autonomo d'intervento. Il suo sindacato di costituzionalità è limitato dagli interrogativi che gli sono posti dal Tribunale che decide di rivolgersi alla Corte.
Durante un processo, il PM o le parti, possono sollevare la questione di legittimità costituzionale dinanzi al giudice il quale, se ritiene ne sussistano i presupposti, puo' rimettere la questione alla Corte Costituzionale indicando le disposizioni legislative che paiono in contrasto con determinate norme di rango costituzionale. L'iniziativa di rimessione puo' essere assunta, d'ufficio, anche dal giudice. Il processo è allora sospeso e la Corte Costituzionale deve valutare se le norme contestate violano davvero, oppure no, le norme costituzionali indicate nell'ordinanza di rimessione.
Nel 2004, il Tribunale di Milano che aveva sollevato la questione di legittimità del Lodo Schifani, aveva chiesto alla Corte di pronunciarsi sulla presunta violazione degli articoli 3, 101, 112, 68, 90, 96, 24, 111 e 117 della Costituzione senza nulla chiedere in merito all'art. 138, richiamato solo implicitamente nelle argomentazioni sull'art. 3.
La mancata invocazione dell'art. 138 nel dispositivo dell'ordinanza non era casuale. Il Tribunale di Milano e le parti civili ritenevano il Lodo Schifani illegittimo per suoi contenuti e non per le forme della sua approvazione in Parlamento. Non volevano correre il rischio che il Lodo Schifani fosse dichiarato illegittimo "solo" per contrasto con l'art. 138, e che quindi potesse essere approvato nuovamente, tale e quale, ma con Legge costituzionale.
Anche nelle memorie delle parti, in particolare la CIR s.p.a. si era preoccupata di richiedere che il Lodo Schifani fosse dichiarato illegittimo indipendentemente dall'art. 138.
Cosi', alla fine, quando la Corte boccio' il Lodo Schifani, nulla scrisse in merito all'art. 138, non affermo' che esso fosse stato violato ma neppure ritenne di scrivere il contrario.
Per gli avvocati di Berlusconi, la violazione dell'art. 138 sarebbe una questione "pregiudiziale" al giudizio di merito sulla costituzionalità del Lodo Schifani ieri e del Lodo Alfano oggi. Conseguentemente essa avrebbe dovuto essere comunque esaminata prima di ogni altra questione.
In realtà, questa è un'interpretazione figlia dell'esperienza dei procedimenti penali e civili che pero' non trova riscontro nelle norme che regolano il funzionamento della Corte Costituzionale. Se una norma è illegittima perché contraria a piu' norme costituzionali, la Corte puo' limitarsi a rilevare una delle violazioni. Rilevarle tutte non cambierebbe la sostanza della declaratoria di illegittimità e dei suoi effetti.
Un abbaglio, quello del Ministero e degli avvocati di Berlusconi, che è alla base della bocciatura del Lodo Alfano.
I processi che vedranno implicato Berlusconi nei prossimi mesi saranno verosimilmente tre: il processo Mills (corruzione in atti giudiziari) che per Berlusconi dovrà ripartire da zero e che probabilmente si chiuderà per prescrizione, il processo per i diritti TV Mediaset (reati societari) e forse un terzo processo, Mediatrade (appropriazione indebita) per il quale a giorni il PM deciderà l'eventuale rinvio a giudizio.
alle 20:29
antonella
incredibile bolgia e perdita di soldi pubblici dietro leggi mal approvate e vergognosa gestione di potere a scopi politicamente di convenienza e di parte.
Ci sarà strumentalizzazione di avvenuta correzione di questi che porterà a ulteriori battaglie televisive inutili e perditempo o seria applicazione di quanto la carta costituzionale prevede secondo gli organi preposti con possibilità di recupero dignità legislativa? io purtroppo non ho dubbi in merito.