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Clima: obiettivi di riduzione ridicoli da Cina e USA

Giovedì 26 Novembre 2009, 19:25 in Cambiamenti climatici di

Ad una decina di giorni dalla Conferenza sul clima di Copenhagen, quando è ormai certo che nessun accordo vincolante sarà raggiunto, Cina e Stati uniti annunciano i loro obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per i prossimi anni.

La Cina, attualmente responsabile di quasi il 21% delle emissioni mondiali, ha annunciato di voler ottenere, entro il 2020, una riduzione delle proprie emissioni CO2 di una percentuale tra il 40 ed il 45% per punto di PIL prodotto rispetto al 2005.
Questa formulazione lega l'impegno cinese all'evoluzione del PIL. Se il PIL cinese crescerà meno del 5% annuo, il raggiungimento dell'obiettivo equivarrà ad una effettiva riduzione delle emissioni globali. Ma se il PIL cinese dovesse crescere piu' velocemente, il raggiungimento dell'obiettivo cosi' formulato potrebbe accompagnarsi paradossalmente ad un aumento delle emissioni CO2 effettive.

Gli Stati Uniti, responsabili del 16% delle emissioni di CO2 (poco meno della Cina nonostante una popolazione molto meno numerosa e tecnologie ben piu' avanzate), hanno annunciato di voler ridurre le loro emissioni complessive del 17% entro il 2020, rispetto ai dati del 2005, fino ad arrivare al 42% di riduzione entro il 2030.

Anche l'impegno statunitense è assolutamente irrisorio. Quel 17%, computato sui dati del 2005, equivale ad una riduzione di un misero 4% se parametrata sui dati del 1990, l'anno chiave su cui tutti i Paesi europei hanno determinato i propri obiettivi di riduzione.

I maggiori inquinatori mondiali non sembrano intenzionati a cambiare strada. Anche la nuova America di Obama, dopo tante dichiarazioni d'intenti, appena si è trattato di quantificare il proprio impegno, ha dimostrato di non essere tanto diversa dalla vecchia America di Bush.

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02 Gen 2010
alle 17:37

CHIARA

SE OBAMA SI TIRA INDIETRO ADESSO PERDERA' CREDIBILITA' A MENO CHE NON SIA CONSAPEVOLE DI CIO' CHE STA CREANDO.

SONO D'ACCORDO CHE POSSA COMINCIARE AD ASSOMIGLIARE A BUSH MA RICORDIAMOCI CHE E' IL PRIMO PRESIDENTE DI COLORE ALLA CASA BIANCA,DIAMOGLI FIDUCIA,QUALCOSA AVRA' IN MENTE.

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