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Berlusconi: meno immigrati, meno criminalità

Giovedì 28 Gennaio 2010, 13:34 in Politica italiana di

In occasione dell'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del nuovo pacchetto di norme contro le mafie, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato che con la riduzione dell'immigrazione clandestina, si riduce anche la manodopera da cui le mafie possono attingere.

In queste parole ci sembra vi sia una parte di verità ed una parte di menzogne.

La parte di verità è banale e ovvia. L'immigrazione clandestina porta ad un aumento della popolazione di fatto residente, in particolare del numero di persone in una situazione economica e quindi sociale fragile, e conseguentemente nutre i ranghi di coloro che possono essere sedotti e/o sfruttati dalle organizzazioni criminali.
Ma nella stessa logica che ipotizziamo utilizzi Berlusconi, ben si potrebbe sostenere che qualsiasi aumento della popolazione residente, laddove avvenga in zone povere, degradate e problematiche del Paese, possa costituire nuova linfa per le organizzazioni criminali. Un nuovo nato di un quartiere degradato di Napoli ha piu probabilità di cadere tra le braccia delle mafie di un nuovo nato in Via Montenapoleone a Milano. Questo almeno è quello che sembrano dirci le statistiche (per contro, gli immigrati regolari sembrano rispettare le leggi almeno quanto gli italiani), anche se tanti giovani di quartieri degradati diventano poi medici, giudici, scrittori e musicisti, e tanti giovani di "buona famiglia" diventano piccoli o grandi criminali. Anche se tante famiglie che abitano zone sfortunate del Paese, si fanno in quattro per dare un futuro migliore ai loro figli.

La parte fuorviante, pericolosa, assolutamente falsa delle parole del Presidente del Consiglio è nell'accento sulla figura dell'immigrato, dello straniero, quale principale candidato al crimine. E' un accento non spiegato, non argomentato, che nel linguaggio approssimativo dei bar e delle piazze lascia spazio ad interpretazioni discriminatorie e razziste, quasi che l'immigrato in quanto tale sia maggiormente orientato al crimine. All'indomani della Giornata della Memoria, le parole di Berlusconi suonano cosi' ancora piu' fastidiose e moleste, in un clima italiano caratterizzato da una crescente intolleranza verso gli stranieri, poco importa se residenti regolarmente o meno nel nostro Paese. Sarebbe bastata una maggior attenzione nella scelta delle parole, per evitare di lasciare sulla strada l'ennesimo seme dell'albero dell'intolleranza. Anche perché, benché nella sua maggioranza vi siano importanti componenti razziste, tra le tante cose che si possono rimproverare a Berlusconi, certamente non c'è un'indole razzista.

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