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Haiti: terremoto con oltre 100'000 morti

Giovedì 14 Gennaio 2010, 10:20 in Cronaca di

Martedi' 12 gennaio 2010 entrerà nella storia come il giorno di uno dei piu' devastanti terremoti che la storia abbia mai conosciuto. Ad Haiti si cerca tra le macerie, migliaia di corpi ancora sotto quel che resta di vecchie e fragili abitazioni, mentre oltre 100'000 sono i morti già stimati, una cifra che potrebbe ancora aumentare. C'è chi parla addirittura di 500'000 vittime.

In una delle zone piu' povere della Terra, dove gli edifici sono costruiti coi materiali piu' disparati e dove il solo concetto di misure antisismiche è un impensabile lusso, il sisma (magnitudo 7) ha provocato il massimo dei danni, coinvolgendo un'area abitata da circa 3,5 milioni di persone, un terzo della popolazione dell'intero Paese.

A volte ci si domanda per quale ragione certi disastri naturali colpiscano quasi sempre le zone piu' povere e disagiate del pianeta, e tornano alla mente le tragedie del Bangladesh e dello Sri Lanka, dell'Indonesia e di El Salvador. E' la povertà che massimizza la mortalità, a causa della mancanza di misure antisismiche e dell'assenza di efficaci sistemi d'intervento di controllo e di soccorso. C'è sempre una componente umana in ogni tragedia, anche naturale, ed è terribile chiedersi quante vite si sarebbero risparmiate se Haiti disponesse delle infrastrutture e dell'organizzazione antisismica del Giappone o della California.
Analogo discorso lo facemmo, con le debite differenze di proporzione, per il recente terremoto in Umbria: anche li', quante vite si sarebbero potute salvare con una pianificazione territoriale piu' attenta?

Ad Haiti, la situazione è di gran lunga peggiore: dove già c'era pochissimo per sostenere la vita di una popolazione in generale poverissima, ora manca tutto. Manca, ovviamente, l'elettricità, manca soprattutto l'acqua potabile, e mancano gli ospedali: ne è rimasto soltanto uno in piedi, ed è già, inevitabilmente, totalmente nel caos.

Centinaia di migliaia di persone sono senza casa, le strade sono una follia di disperazione e non manca lo sciacallaggio di chi cerca di trarre, anche da questa tragedia, un profitto personale.

Sta partendo, lentamente anche per le difficoltà di comunicazione e trasporto, l'impegno internazionale in favore delle vittime del terremoto. Da anni, quasi sistematicamente, alla solidarietà dei tanti si accompagna il cinismo di non pochi speculatori che lanciano raccolte fondi che mai raggiungeranno i loro supposti destinatari.

Ci auguriamo che, anche in Italia, alla generosità di chi donerà qualcosa corrispondano adeguati controlli sull'effettivo utilizzo degli aiuti che saranno raccolti. Non sempre, è stato cosi', ed il rischio di speculazioni è ancor piu' alto quanto piu' povera e disorganizzata è la regione di destinazione degli aiuti.

Per il momento, purtroppo, non risulta che vi sia ancora un conto corrente nazionale su cui effettuare eventuali donazioni (e se c'è non lo abbiamo trovato). Non abbiamo trovato per ora nulla né sul sito del Ministero degli Esteri né su quello della Protezione Civile.
Alcuni Comuni, tra cui Milano, hanno aperto propri conti correnti per l'effettuazione di versamenti. Versamenti Pro Haiti sono possibili anche attraverso Caritas, Croce Rossa e le Misericordie Italiane.

 

Seguono aggiornamenti

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07 Mar 2010
alle 16:13

Riccardo Rompani

Consiglierei sull'argomento "Haiti. Un terremoto che persiste da due secoli", Seneca Ed., Torino, 2010. Il concetto sopra espresso è ben spiegato nei dettagli, in modo comprensibile ma ampiamente documentato. Gli effetti di questo terremoto e di quello sociale sono inquadrati nella storia, nella società e nell'economia del paese. L'autore è Eriona Culaj

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