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Se lo Stato sociale strangola la solidarietà

Domenica 28 Febbraio 2010, 12:50 in Filosofie di

In nome della solidarietà, abbiamo costruito, soprattutto in Europa, una immensa macchina statale che cerca di offrire al cittadino una grande varietà di servizi sociale solo un secolo fa impensabili: pensioni di anzianità, pensioni di invalidità, assegni sociali, servizi sanitari, asili nido, scuole, case di cura e case di riposo, servizi di cura a domicilio, manifestazioni d'intrattenimento pubbliche e mille altri servizi, piccoli o grandi, che hanno l'obiettivo di sostenere, aiutare, assistere la popolazione, ed in particolare le sue parti che si suppongono piu' fragili.

Questo processo, pur tra le divergenze delle diverse correnti di pensiero e delle diverse forze politiche, è, almeno in Europa, un processo i cui fondamenti sono in genere condivisi. Un po' diversa è la situazione negli Stati Uniti, dove alcune correnti del Partito Repubblicano, pur ormai assolutamente minoritarie, continuano a perorare la causa di un "liberismo autentico", nel quale il ruolo dello Stato si limita essenzialmente alla protezione dei confini nazionali, al mantenimento della sicurezza interna ed alla difesa della proprietà privata, senza alcun intervento in nessun altro settore.

Nessuno, oggi, seriamente proporrebbe, in Italia, una rinuncia al nocciolo delle conquiste dello Stato sociale, al piu' si discute sul grado della sua presenza, con differenze di posizioni tra i partiti il piu' delle volte minimali, ma volutamente esagerate nella dialettica politica per soddisfare la sete di consensi dei diversi leader.

E se da un lato, oggi, lo Stato sociale appare una componente meritevole di essere difesa ed in molti ambiti anche rafforzata, tuttavia puo' essere interessante riflettere sulle conseguenze sociali, spesso paradossali, che l'affermazione dello Stato sociale produce sui singoli e le famiglie.

Fino alla fine del XIX secolo, la previdenza sociale era un istituto sconosciuto all'Italia. Solo nel 1898, qualcosa inizio' a muoversi con la costituzione della Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai, di fatto un'assicurazione volontaria, agevolata da timidi contributi pubblici ed integrata da una quota, anch'essa volontaria, offerta dagli imprenditori.

L'assicurazione per la vecchiaia e l'invalidità divenne obbligatoria solo nel 1919, mentre nel 1933 nacque l'INPS, per poi arrivare, lentamente, riforma dopo riforma, all'attuale sistema previdenziale.

Come in Italia, anche nel resto d'Europa, i sistemi previdenziali, vero e proprio simbolo dello Stato sociale, sono un fenomeno recentissimo. Per millenni, l'umanità è andata avanti senza pensioni e assicurazioni obbligatorie, senza sanità pubblica, insomma senza Stato sociale.

Gli anziani che non potevano piu' lavorare, gli invalidi, i malati erano curati dai loro figli e dalle loro famiglie. I figli piccoli, se le madri lavoravano, erano accuditi dalle nonne, i medici si recavano dai pazienti nelle loro casa e spesso, se i pazienti non avevano soldi per pagarli, accettavano in cambio delle medicine beni in natura, oppure rinunciavano del tutto a farsi pagare.
La società, i singoli, avevano trovato soluzioni spontanee, per certi versi naturali, a tutte quelle situazioni per le quali oggi si ricorre ai servizi dello Stato Sociale.

Con lo sviluppo dello Stato sociale, quelle forme di solidarietà sono andate progressivamente allentandosi fino a sparire del tutto laddove lo Stato sociale è piu' efficiente e completo.

Questa lenta rivoluzione ha cambiato radicalmente le relazioni sociali.

Lo Stato sociale si è sostituito alla solidarietà individuale, familiare e sociale.

Da un lato offre oggi alle popolazioni europee garanzie e tutele rassicuranti, dall'altro "liberando" i singoli da quelle responsabilità sociali, paradossalmente ha contribuito all'indebolimento della solidarietà sociale.

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26 Feb 2010
alle 20:11

Paolo

A dire il vero, prima del 1898, un sistema pensionistico già esisteva: era quello istituito nel 1813 dal Regno delle Due Sicilie.
Grazie comunque per l'interessante articolo

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