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Repubblica Ceca: un voto, mille incertezze

Sabato 29 Maggio 2010, 00:06 in Elezioni di

Tempo di elezioni per la Repubblica Ceca, un Paese che da 8 anni vive un'instabilità politica senza pari nell'Unione Europea e che pur è riuscito ad evitare la crisi finanziaria ed a raggiungere un certo numero di risultati importanti sotto il profilo sia economico che sociale.

Dal 2002, la Repubblica Ceca ha visto alternarsi governi debolissimi e maggioranze risicate, incapaci di impostare una strategia di sviluppo ed orientamento del Paese.

Nel 2002, le elezioni della camera (il senato ha funzioni marginali) furono vinte dalle sinistre, ma i socialdemocratici (CSSD) guidati da Vladimír Špidla rifiutarono ogni possibilità di alleanza con i comunisti (KSCM) e preferirono formare un'alleanza di governo con i cristiano-democratici (KDU-CSL) ed i liberali dell'US-DEU, oggi praticamente scomparsi, mentre i comunisti si collocarono all'opposizione, insieme ai conservatori-liberali del Partito civico democratico (ODS).
Con una maggioranza di 101 seggi contro i 99 delle opposizioni, il governo di coalizione di Vladimír Špidla dovette alzare bandiera bianca già nella primavera del 2004 aprendo la strada ad una serie di rimpasti di governo e ad una riforma elettorale.

Nel 2006, si torno' a votare e le cose andarono anche peggio. Alla camera, il Partito civico democratico si prese la maggioranza relativa (81 seggi), superando i social-democratici (74 seggi) ed i comunisti (26 seggi). I conservatori riuscirono a formare un governo grazie al soccorso dei cristiano-democratici (13 seggi) e dei Verdi (6 seggi). Era un governo nato senza avere una maggioranza parlamentare di neppure un seggio: un unicum nella storia delle democrazie reso possibile dall'astensione di due parlamentari social-democratici nel voto di fiducia del gennaio 2007. Mirek Topolánek divenne Primo Ministro, sopravvivendo per poco piu' di due anni, fino ad essere costretto a mollare dal voto di sfiducia del marzo 2009, proprio durante la presidenza ceca dell'Unione Europea.

Da 8 anni, la vita della camera dei deputati ceca è un turbinio di cambiamenti di fronte, da parte di questo o quel parlamentare. Secondo i piu' critici, un autentico "mercato delle vacche", dove molti parlamentari avrebbero accettato favori e regali per cambiare fronte politico.

Le elezioni ceche, in programma tra ieri ed oggi, giungono al termine di un anno nel corso del quale l'esecutivo è stato guidato da un governo tecnico di transizione.
Secondo i sondaggisti, è alto il rischio che si arrivi ad un nuovo pareggio.

A sfidarsi sono i protagonisti di sempre: i conservatori del Partito civico ed i social-democratici, mentre le altre forze politiche cercano di profilarsi per potersi alleare col vincitore e trarne il massimo profitto a livello di incarichi e poltrone.

I comunisti dovrebbero agilmente superare il 10% e confermarsi come la terza forza del Paese. E questa volta, un'alleanza tutta a sinistra tra social-democratici e comunisti potrebbe essere meno irrealizzabile che in passato.

Dovrebbero entrare alla camera anche i cristiano-democratici, gli unici ad essere sempre stati al governo dal 2002 ad oggi, pronti ad allearsi nuovamente con i conservatori, mentre ne resteranno probabilmente esclusi i Verdi.

La grande novità del voto si chiama pero' TOP09, una nuova formazione politica centrista creata dall'ex Ministro delle Finanze Kalousek (ex cristiano-democratico) e guidata dal popolarissimo principe Karel Schwarzenberg, accreditata nei sondaggi di percentuali attorno al 10%.

Con l'appoggio dei cristiano-democratici e di TOP09, i conservatori potrebbero riuscire a formare un governo.

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