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Berlusconi: via libera alle delocalizzazioni FIAT

Venerdì 23 Luglio 2010, 16:27 in Economia e Globalizzazione di

"In una libera economia ed in un libero Stato ogni gruppo industriale è libero di collocare la propria produzione dove ritiene sia più conveniente. Io spero soltanto che  questo non accada a scapito della produzione in Italia e degli addetti in Italia a cui la Fiat offre attualmente lavoro"

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi commenta cosi' le ultime polemiche attorno all'ennesima ipotesi di delocalizzazione di una fabbrica italiana fuori dall'Italia.

Berlusconi dice una cosa teoricamente vera, ma totalmente inapplicabile al caso FIAT. E' vero che in una libera economia di un libero Stato un'azienda deve poter scegliere cosa e dove produrre. Il problema è che in una libera economia lo Stato non finanzia le aziende con i soldi dei cittadini.

L'Italia non è né una libera economia né un libero Stato.
E soprattutto, la FIAT non è un'azienda privata che ha saputo costruire sé stessa con le sue forze, ma un colosso finanziario che deve le sue fortune economiche e la sua stessa sopravvivenza agli aiuti di Stato che nel corso della sua storia ha incassato nelle forme piu' varie e disparate, dirette e indirette (incluse rottamazioni, incentivi all'acquisto ed ogni forma di droga propinata negli anni dallo Stato al mercato dell'auto).

Quando un'azienda produce e cresce con le proprie forze, non deve rispondere che a sé stessa ed alle leggi dello Stato, e nel migliore dei casi, eventualmente ai lavoratori ed all'ambiente in confomità a suddette leggi.

Ma quando un'azienda ha una storia di assistenzialismo di Stato come quella che ha la FIAT, quello stesso Stato ha il diritto ed il dovere di limitarne le scelte imprenditoriali.

Di certo i cittadini italiani non hanno finanziato la FIAT affinché essa delocalizzasse le sue fabbriche. E di certo, qualsiasi governo serio parlerebbe chiaramente ai vertici FIAT, garantendo che, se ora delocalizza, non solo in futuro dallo Stato non riceverà piu' neanche un centesimo, in nessuna forma, per nessuna ragione, ma da subito si indagherà per capire se almeno una parte dei finanziamenti concessi in passato possano essere in qualche modo recuperati e restituiti ai cittadini.

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3 commenti
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02 Ago 2010
alle 20:27

Rob

Dario, il discorso che fai è giusto in parte e ti spiego facilmente il motivo, gli incentivi dello scorso anno erano incentivi taroccati, di fatto sono state incentivate auto a gpl e metano piu di ogni altra cosa, e sempre di fatto che al momento degli incentivi chi ne aveva pronte il maggior numero era la fiat, molte altre aziende per bilanciarli hanno dovuto fare promozioni loro, rimettendoci parte dell'utile.

Sono stati chiamati incentivi "ecologici" ma di fatto un auto con inquinamento minore stando alle tabelle (tipo disel con fap) prendeva 1500 euro contro i 5000 euro di incentivi di una qualsiasi auto con bombola a metano che fosse inferiore a 120 mg/km, anche se quella disel era altrettanto inferiore, insomma sono stati usati criteri di scelta precisi e mirati sulla fiat e quelle poche altre case che per puro caso avevano qualcosa di pronto

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27 Lug 2010
alle 16:25

dario

condivido tutto, ma mi chiedo: possono essere gli incentivi alla rottamazione considerati aiuti di stato alla sola FIAT quando invece sono destinati all'intera industria automobilistica? certo la fiat ne beneficia in modo particolare avendo la quota di mercato maggiore in italia, però si tratta comunque di un vantaggio per tutte le case automobilisitche...

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23 Lug 2010
alle 19:23

marilena

condivido ogni riga di quello che hai scritto, rosario. non sanno di quale liberismo parlano, dannazione! per torino sarebbe un serissimo problema. gli operai e le loro famiglie non sono sparite dalla vita quotidiana della città, anche se a troppi fa comodo crederlo.

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