Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Siamo nel 2008 a Gerusalemme, dove un giovane palestinese, Sabbar Kashur, affascinato da una ragazza ebrea incrociata per strada, ha deciso di avvicinarla e provare a sedurla. Si è presentato come un israeliano ebreo, dichiarandosi celibe ed alla ricerca di una relazione seria. Dopo una chiacchierata, i due si sono appartati in un vicino edificio e li' hanno consumato un rapporto sessuale, al termine del quale Kashur si è allontanato senza piu' farsi vedere.
La ragazza pero' ha poi scoperto che Kashur non era un israeliano ebreo ma un palestinese, e non era neppure celibe, ma già sposato, e cosi' lo ha denunciato.
Lunedi', la Corte penale di Gerusalemme ha dato ragione alla ragazza, condannando Kashur a 18 mesi di reclusione per violenza sessuale.
Nella sentenza, il giudice ha spiegato che, benché il rapporto sessuale fosse stato consenziente, la Legge ha il dovere di proteggere le donne dagli inganni che gli uomini escogitano per sedurle. Nel caso in esame, l'uomo aveva ingannato la donna sulla sua appartenza etnica, un inganno sull'identità senza il quale la donna non avrebbe acconsentito al rapporto.
In molti Paesi, in passato, le relazioni tra persone di razza o religione diversa sono state sanzionate penalmente, anche in modo durissimo.
Ma a quanto risulta, questa è la prima volta al mondo che un uomo è condannato per stupro perpetrato con l'inganno sull'appartenenza etnica o religiosa.
Se analoghe condanne fossero pronunciate verso tutte le donne e tutti gli uomini che mentono pur di sedurre, una parte consistente della popolazione mondiale si troverebbe in prigione. Si pensi agli uomini che mentono sulle loro condizioni economiche, o agli uomini ed alle donne sposate in cerca di relazioni extraconiugali, o a chi promette un posto di lavoro che non puo' garantire in cambio di favori sessuali, o agli uomini col parrucchino che fingono di avere ancora i propri capelli, o alle donne che hanno migliorato il loro aspetto attraverso interventi chirurgici. Sempre il loro partner potrebbe denunciarli per stupro, sostenendo che al momento del rapporto ignorava questo o quell'inganno.
Di fatto, il giovane è stato condannato per il solo fatto di esssersi finto ebreo. Un comportamento moralmente dubbio, ma certamente non tale da meritare una condanna per stupro.
Contro la sentenza, la difesa di Kashur ha annunciato che interporrà appello.
La condanna ha suscitato sdegno nelle associazioni umanitarie israeliane ed in buona parte del mondo politico.