Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Sabato scorso, Alan Shadrake ha lanciato il suo ultimo libro: Once a Jolly Hangman: Singapore Justice in the Dock. Un libro contro la pena di morte nella città-Stato di Singapore.
Il giorno dopo, domenica, alle sei del mattino, il settantacinquenne Shadrake ha ricevuto la visita di un gruppo di poliziotti che lo hanno portato via ed arrestato con l'accusa di diffamazione.
Oggi, Shadrake ha pagato una cauzione di 7'000 dollari ed è tornato in libertà. Tra 10 giorni si svolgerà il processo che potrebbe costargli fino a due anni di reclusione.
Da tempo, le associazioni umanitarie criticano aspramente il governo di Singapore per il suo uso del reato di diffamazione per far tacere le voci piu' critiche ed indigeste.
A Singapore, la pena di morte è prevista come obbligatoria per una serie di reati che include l'omicidio ed il traffico di droga.
La diffamazione è prevista come reato in moltissimi Paesi, inclusa l'Italia. Nonostante gli ultimi appelli dell'incaricato speciale per la libertà d'espressione delle Nazioni Unite, Frank la Rue, affinché la diffamazione sia sanzionabile solo in sede civile e amministrativa, nessuno degli Stati che la contemplano tra i crimini sembra per il momento intenzionato a depenalizzarla.