blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Atti osceni, pubblica decenza e i baci tra gay

Mercoledì 11 Agosto 2010, 11:43 in Cronaca, Diritti umani, Legislazione di

Sulla spiaggia di Ostia, due ragazzi romani si stavano baciando. Su segnalazione indignata di altri bagnanti, un operatore dello stabilimento balneare li ha invitati a fermarsi ed ad andarsene.

Tra Livinio e Anzio, sempre sul litorale romano, e sempre negli ultimissimi giorni, una ragazza si stava spalmando crema solare sul seno quando un'altra donna prima l'ha rimproverata e poi denunciata per atti osceni. La giovane ha ricevuto un avviso di garanzia ed ha dovuto assumere un avvocato.

Sono gli ultimi, ennesimi episodi in cui l'invocazione della pubblica morale porta all'esclusione, all'allontanamento, alla punizione di qualcuno che adotta un comportamento che per qualcun altro risulta indecente o osceno.

Quest'anno la cronaca è ricchissima di episodi del genere. A volte sono i responsabili di centri balneari o ristoranti, spesso sono i carabinieri o i vigili a intervenire per reprimere un bacio o la nudità di un seno.

Ma tali episodi non sono mancati neppure negli scorsi anni. Un caso piuttosto celebre è quello di una ragazza milanese condannata per atti contrari alla pubblica decenza per aver preso il sole in topless in un parco del capoluogo lombardo.

Nel 2007, due gay si stavano baciando vicino al colosseo. I carabinieri li hanno arrestati e denunciati. Il processo, a distanza di tre anni, è ancora in corso. L'accusa è quella di atti osceni in luogo pubblico ed il giudice ha chiesto l'acquisizione di un filmato per chiarire le circostanze del bacio e se essi si siano scambiati altre effusioni.

Altro caso celebre, è quello dei manifesti dell'azienda padovana Ra.Re realizzati dal team di Oliviero Toscani che ha portato ad un'inchiesta contro una decina di persone a causa della raffigurazione di alcuni baci tra omosessuali, ancora una volta per offesa alla pubblica decenza e al pubblico pudore.

Noi proviamo a parlare di questo tipo di episodi dall'angolo visuale del rapporto tra diritto penale, democrazia e libertà individuale. Il Codice penale contiene ancora una marea di fattispecie di reato che puniscono comportamenti che non  arrecano nessun reale danno a nessuno.

527 c.p.
Chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni.
Se il fatto avviene per colpa, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da € 51 a € 309.

Quando si legge una norma penale è sempre necessario chiedersi quali beni essa protegge e cosa significhino esattamente le espressioni in essa contenute.
E questo tenendo presente che la sanzione penale dovrebbe avere un ruolo sussidiario, intervenendo solo laddove le sanzioni amministrative risultino inefficaci.

Nell'art. 527 c.p., il bene protetto è il cosiddetto pubblico pudore, definito come il sentimento comune medio degli individui che compongono la società, ovvero dell'uomo medio. L'atto osceno, definito come un comportamento idoneo ad offendere il pubblico pudore, è punibile se compiuto in circostanze che lo rendano visibile ad un numero di altri individui suscitando in essi un "senso di disgusto".

726 c.p.
Chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza è punito con l`arresto fino a un mese o con l`ammenda da lire 20.000 a 400.000 (c.p.527, 529).
Soggiace all`ammenda fino a lire 100.000 chi in un luogo pubblico o aperto al pubblico usa linguaggio contrario alla pubblica decenza.

L'art. 726 è simile al precedente, protegge il comune senso di decenza, il buon costume, da quei comportamenti idonei a causare nell'uomo medio un senso di grave fastidio.

L'applicazione di queste norme è quantomai arbitraria. Un seno scoperto puo' essere perseguito a norma dell'art. 527 o a norma dell'art. 726, oppure puo' essere totalmente ignorato dalla giustizia. Un bacio puo' essere lecito o illecito, per lo piu' in base alle sue caratteristiche tecniche ed suoi protagonisti. In questo senso, non vi è dubbio che un bacio con la lingua, in pubblico, possa essere passibile di sanzione. Se i protagonisti sono due omosessuali, le probabilità di un procedimento tendono ad impennarsi. Se sono due eterosessuali, esse sono quasi nulle.

Ma che rapporto c'è tra norme come queste due, ancora esistenti nel codice penale ed ancora applicate nei tribunali, con fatti di cronaca come quelli di Olbia o di Milano?

Il principale diritto umano è quello alla libertà individuale, ed agli Stati spetta autolimitarsi nell'esercizio del potere legislativo al fine di non restringere ingiustificatamente la libertà dei singoli individui.
Per chi crede che esistano regole e principi logici di libertà preminenti anche sulla democrazia e le leggi dello Stato, per chi ritiene che lo Stato liberale debba avere un ruolo sussidiario nella vita degli individui senza impicciarsi abusivamente di fatti che non ledono la libertà degli altri, tutte le norme penali in materia di pubblico pudore o pubblica decenza, sono meritevoli di essere cancellate per sempre dall'ordinamento giuridico. E questo a maggior ragione quando si tratti di norme dal contenuto precettivo indeterminato, laddove manchi la necessaria chiarezza sulla distinzione tra cio' che è lecito e cio' che non lo sarebbe, laddove ci siano riferimenti a concetti mutevoli e dipendenti dalla capricciosa evoluzioni delle mode morali del tempo.

Ma dinanzi ad una norma penale esistente, forze dell'ordine e giudici non possono essere rimproverati per il solo fatto di applicarla. Perché è loro dovere farlo, d'ufficio o su denuncia di parte, a seconda delle condizioni di applicazione delle singole norme.

Cosi', se un individuo avverso alla libertà degli altri ed evidentemente non abbastanza impegnato dal perseguimento dei propri sogni, denuncia una coppia che si bacia, i carabinieri sono obbligati a intervenire ed a indagare, ed infine ad investirne un pubblico ministero sottraendo tempo prezioso alle sue incombense piu' serie.

L'Italia è un Paese stracolmo di individui sprezzanti dell'altrui libertà individuale, e piu' indaffarati ad impicciarsi degli altrui affari che ad occuparsi dei propri. E' il Paese dei pettegolezzi, del chiacchiericcio, anche istituzionalizzati e ulteriormente promossoda un numero crescente di deleterie trasmissioni televisive in cui non si fa null'altro che spettegolare di fatti privati.

E' un paese litigioso, per l'insano gusto del litigio fine a sé stesso, con una magistratura costretta a perdere troppo tempo dietro a innumerevoli controversie tra privati che ben si sarebbero potute risolvere privatamente con solo un pizzico di buon senso.

Pubblica decenza e pubblico pudore sono concetti definiti in base alla percezione media dei componenti di una società. Nella società italiana, composta prevalentemente da una popolazione anziana, conservatrice e tradizionalista, bigotta e moralista, al contempo sessuofoba e sessodipendente, illiberale e inquieta, la nudità desta spesso ancora scandalo ed un semplice bacio, soprattutto se coinvolge due uomini omosessuali, suscita in molti disgusto. L'omofobia è diffusa piu' del buon senso e piu' delle libertà individuali.

Se un bacio tra gay o eterosessuali, in pubblico, avvenuto in un contesto bigotto, finisce davanti ad un giudice, non c'è nessuna garanzia che il giudice non si senta costretto ad emettere una condanna, perché è proprio la formulazione delle norme citate a rendere possibile il riscontro di una loro violazione.

Fin quando esisteranno nel codice articoli come quelli citati, piu' che indignarsi con i vigili o con i carabinieri, o con i responsabili degli stabilimenti balneari, occorrerebbe chiedere ai nostri parlamentari perché non le aboliscano o quantomeno non le depenalizzino relegandole a sanzioni amministrative di una manciata di euro.

1
1
23 Mag 2012
alle 20:26

Carmine

Articolo grandioso !!!!!!!!!!


Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere