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Gli animali, mangiagatti.com e le carni alimentari

Mercoledì 18 Agosto 2010, 13:08 in Filosofie di

L'amore per gli animali è, curiosa espressione, una strana bestia. Da un lato troviamo la coerenza a 360 gradi di non pochi vegetariani che non mangiano nessun tipo di carne, amano ogni forma di vita animale, dai cani alle formiche, dalle zanzare agli scarafaggi.

Ci sono i vegetariani che mangiano quantità industriali di pesce, quelli che evitano la carne per convinzione salutista e quelli che oltre a non mangiare né carne né pesce, rifiutano anche di bere latte o mangiare formaggi e uova, e valutano attentamente le modalità di produzione di tessili e cosmetici, tutto per ragioni ideali.

Ci sono gli amanti dei cani e dei gatti, quelli che amano gli animali domestici e alcune altre specie animali scelte sulla base di considerazioni estetiche e utilitaristiche, mangiano molti tipi di carne e sono in grado di spiegare, a volte con una miriade di dettagli, perché il cane abbia una dignità maggiore di quella di un pollo o un maiale.

In alcuni Paesi stanno nascendo le prime figure di avvocati degli animali, in grado di intervenire in caso di maltrattamenti ai danni di alcune specie animali, ma non tutte.

Quello della tutela degli animali, dalla lotta ai fenomeni di maltrattamento alle condizioni degli allevamenti, dalle controversie sulla caccia a quelle sulle sperimentazioni mediche, è un tema di crescente attualità, decisamente controverso e terreno fertile per ogni tipo di ipocrisia.

Un caso recente è meritevole di essere menzionato, anche per riflettere su quale sia la vera natura del nostro dichiarato amore per gli animali, se esso sia null'altro che una proiezione del nostro amore per noi stessi e i nostri affetti, o qualcosa di piu' profondo e nobile.

Il sito web mangiagatti.com è finito nell'occhio del ciclone, denunciato dall'Associazione italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente (AIDAA), con l'accusa di incentivare all'uccisione a fini alimentari dei gatti, e violare la legislazione italiana contro i maltrattamenti ai danni degli animali.

Questo perché, sulle pagine del sito web, erano state pubblicate alcune idee sull'equivalenza tra cucinare un coniglio ed un gatto, una breve descrizione dei sapori della carne di gatto, oltre ad una serie di ricette (per lo piu' ricette a base di carne di coniglio, col gatto inserito al posto del coniglio).

In pochi giorni, il sito è stato tempestato di commenti, alcuni scherzosi, altri violenti e minacciosi, altri ancora piu' ponderati e analitici. Sono fioccati gli annunci di denuncia alla polizia postale e molti commentatori hanno auspicato un rapido sequestro del sito.

Il responsabile del sito ha allora rimosso le ricette sostituendole con l'avviso che non si trattava d'altro che di una burla.

A tutela degli animali, ci sono anzitutto alcune norme del codice penale, introdotte con la Legge 20 luglio 2004, n. 189: l'art. 544bis del Codice Penale che punisce con la reclusione fino a 18 mesi l'uccisione di animali senza necessità; l'art. 544ter che punisce la somministrazione di droghe, le sevizie ed i maltrattamenti; l'art. 544quater che vieta gli spettacoli nei quali gli animali siano sottoposti a sevizie o strazio; l'art. 544quinquies che punisce l'organizzazione di combattimenti tra animali; l'art.727 che sanziona l'abbandono di animali domestici.

Quelle introdotte, peraltro tardivamente, nel codice penale sono tutte norme di difficile applicazione a causa del diverso trattamento di fatto riservato alle differenti specie animali ed a causa della moltitudine di deroghe ed eccezioni previste da altre leggi nazionali e regionali, e perfino da singoli regolamenti.

Le deroghe cominciano con le altre norme della Legge 20 luglio 2004, n. 189, che configurano una tutela differenziata e frammentaria per alcuni tipi di animali: divieto di produrre e commercializzazione di pelli o pellicce di cani e gatti; esplicita esclusione della normativa di tutela generale nei settori della pesca e della caccia, nonché nella macellazione, sperimentazione, attività circense e degli zoo autorizzati, manifestazioni culturali e storiche autorizzate, e trasporto tramite animali.

La materia è poi regolata dalla Legge 281 del 14 Agosto 1991, ancora piu' problematica, che esordisce chiarendo che essa è destinata alla protezione di quelli che sono definiti, gli animali da affezione. In questa definizione, troviamo quindi quale sia la ratio di questa legge: non la tutela degli animali in sé e per sé, ma la tutela degli affetti dell'uomo, e quindi, riprendendo l'interrogativo che ci siamo posti all'inizio, la tutela degli animali da affezione prevista dalla Legge 281 è nulla piu' che strumentale alla tutela delle utilità umane.

Del resto, da tutta l'impostazione della Legge si evince che gli animali da affezione non sono considerati soggetti di diritto, ma oggetti di diritto.

E' questo anche l'approccio che rintracciamo nella Convenzione europea per la protezione degli animali d’affezione approvata il 13 novembre 1987, nella quale oggetto di tutela è l'animale di compagnia definito come "ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto dall’uomo, in particolare presso il suo alloggio domestico, per suo diletto e compagnia." Diletto e compagnia.

E' in questa impostazione antropocentrica che si manifesta l'ipocrisia di un certo amore per gli animali. Se infatti piu' che amarli li rispettassimo tutti in quanto esseri viventi, indipendentemente dall'utilità che ne traiamo, non discrimineremmo tra animale ed animale, e non distingueremmo tra carne di gatto e carne di coniglio, eviteremmo eccessi di fanatismo quando si tratta di cani e gatti e saremmo un po' meno insensibili verso le inutili sofferenze imposte agli animali di allevamento.

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2 commenti
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24 Ago 2010
alle 16:07

Angelo

Ovviamente, Mattia.

Ma nel momento in cui non hai deciso di diventare vegetariano e resti onnivoro, logica vuole che coniglio, mucca, cane e gatto non facciano differenza. Perciò, da onnivoro, vedere la mia collega indignarsi per mangiagatti.com mentre stiamo mangiando pappardelle al ragù di cinghiale e funghi qualche perplessità me la lascia

1
19 Ago 2010
alle 14:12

Mattia

In questi casi, se si vuol essere coerenti, la cosa più logica da fare è smettere di mangiare i conigli, non mangiare i gatti perchè sono, in linea di massima, simili ai conigli.

Non si può ricorrere ad una cosa sbagliata per "compensare" un'altra cosa, altrettanto sbagliata.

Ovviamente il mio è un ragionamento da persona vegetariana.

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