Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Qualcuno ricorderà la vicenda di Vincenzo Canese, il fiscalista di Lerici che dopo essersi fatto consegnare due miliardi di vecchie lire da un'ottantina di commercianti che lo avevano incaricato di occuparsi della loro dichiarazione dei redditi, era andato a vivere in Ticino, Svizzera.
L'uomo, condannato nel 2001 a sette anni di prigione in Italia, resterà libero a pochi chilometri dal confine.
L'ormai ex fiscalista che, munito di doppio passaporto, non puo' essere estradato in Italia, puo' ora festeggiare la sua ultima e decisiva vittoria giudiziaria: la sentenza del Tribunale Federale che, confermando il principio che le condanne irrogate all'estero possono essere espiate in Svizzera solo se il soggetto si trova già in stato di detenzione, ha respinto l'istanza di carcerazione presentata dall'Ufficio federale di giustizia.
Condannato e libero, un crimine perfetto.
Per contro, gli ottanta commercianti che a lui si erano affidati per la dichiarazione dei redditi ed il pagamento delle imposte all'erario italiano, sono stati trattati come evasori dallo Stato italiano e si sono viste le loro vite letteralmente rovinate.