Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
E' stato necessario attendere la tragica morte di altri quattro soldati italiani perché la politica tornasse ad occuparsi della missione militare in Afghanistan.
Il Ministro della Difesa La Russa ha chiesto al Parlamento di discutere la possibilità di dotare gli aerei italiani di bombe da utilizzare in caso di necessità in occasione delle operazioni di "accompagnamento" di convogli che viaggiano via terra.
L'obiettivo è quello di rafforzare le capacità di intervento aeree per intervenire in difesa di convogli che siano attaccati da gruppi di insorti. Attualmente, i nostri aerei possono utilizzare "solo" alcune mitragliatrici.
La proposta di La Russa, di per sé, anche se accolta, non sembra destinata ad avere una grande incidenza, perché sul campo le bombe potrebbero essere utilizzate solo a condizione di individuare con certezza la minaccia ben prima che si avvicini all'obiettivo. Ed è del tutto evidente che il problema non è tanto se colpire gli aggressori dei convogli con le mitragliatrici o le bombe, ma piuttosto quello di riuscire ad individuarli in tempo.
Ben piu' interessante sarebbe riaprire il dibattito sulla missione in Afghanistan e sulla sua natura. Non tanto per tornare a disquisire sull'eventualità di un ritiro, ma per cercare di chiarirsi le idee sugli obiettivi che ci si pone, e sulle strategie e le tattiche per conseguirli. Perché se è vero che le guerre è meglio non farle, e soprattutto non iniziarle, è anche essenziale, una volta iniziate, riuscire a vincerle, per non lasciarci alle spalle un Afghanistan peggiore di quello che avevamo trovato.
vi ricordate del tenente Cocciolone ?? ...
cosa stiamo a fare ?? non siamo sudditi di Obama.
Torniamo tutti a casa ed operiamo perchè lo facciano anche gli altri. I terroristi, quelli veri, sono vicini, molto più vicini, e non si possono combattere con le bombe.
alle 13:06
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