Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Questa domenica, il team di Wikileaks ha iniziato a mettere in circolazione la prima fetta di un pacchetto di circa 250'000 documenti riservati relativi a scambi di informazioni tra Washington e le ambasciate americane di tutto il mondo.
I documenti sono direttamente visionabili, oltre che sulle pagine dedicate di Wikileaks.org, anche su quelle dei quotidiani El País, Le Monde, Der Spiegel, The Guardian e The New York Times.
Siamo solo all'inizio, perché solo la primissima parte del materiale annunciato la scorsa settimana è stato pubblicato, e occorreranno settimane, prima che la pubblicazione sia completata.
Ma c'è già tanto materiale da riempire per settimane le prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo.
Iniziamo segnalando alcuni incredibili documenti da cui emerge la sfrontatezza con cui l'amministrazione di Barack Obama (quello che avrebbe dovuto essere il Presidente del cambiamento) si è sbizzarrita per cercare di convincere (se non costringere) i governi di mezzo mondo ad accettare sul proprio territorio i prigionieri detenuti illegalmente per anni a Guantanamo. Gli USA, dopo essersi inventati una guerra insensata in Afghanistan ed aver incarcerato per anni, e senza processo, un gran numero di "sospetti terroristi", ha ritenuto di poterli scaricare su altre nazioni, chiamandole a pagare, ancora una volta, i propri errori politici. Ora, le rivelazioni di Wikileaks mostrano le disperate strategie adottate dalla Casa Bianca per cercare di convincere altri Paesi ad accogliere gli ex detenuti.
Emerge lo scenario di un vero e proprio "mercato dei detenuti" che va dall'offerta di soldi ai non troppo velati ricatti.
Ad esempio, al governo sloveno che stava tentando di organizzare un incontro con Barack Obama, la diplomazia USA ha fatto sapere che un incontro ufficiale avrebbe potuto svolgersi solo se la Slovenia avesse accettato di prendersi cura di uno degli ex detenuti di Guantanamo. Come dire: se volete avere il privilegio di incontrare il "grande presidente" della "grande America", prima dovete pagarci il giusto prezzo.
Con l'isola-Stato di Kiribati, gli USA hanno usato la strategia opposta, offrendo milioni di dollari in cambio della presa a carico di un detenuto cinese di religione musulmana.
Al governo belga, l'amministrazione USA ha promesso un rafforzamento del suo ruolo nell'Unione Europea, se avesse accettato un maggior numero di ex detenuti di Guantanamo. Il Belgio finora ne ha accolti due e si è detto disponibile ad accoglierne un numero maggiore. Ma non è chiaro in che modo gli Stati Uniti ritengano di poter mantenere una simile promessa.