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Nessuna Università italiana nella classifica delle migliori 200 del mondo

Venerdì 12 Novembre 2010, 10:25 in Innovazione tecnologica, Politica italiana, Segnalazioni di

Immagine di anteprima per Parlamento.jpgLa piu' prestigiosa rivista sul mondo delle Università, la londinese Times Higher Education (THE), ha pubblicato qualche giorno fa la sua classifica delle migliori Università per l'anno accademico 2010-2011.

In vetta troviamo Harvard; nelle prime dieci sono sette le Università statunitensi e tre quelle inglese (Cambridge, Oxford e l'Imperial College di Londra).

La prima Università non anglosassone è l'Istituto Federale di Tecnologia di Zurigo al quindicesimo posto.

La seconda Università europea è la Scuola politecnica di Parigi (39a), seguita a poca distanza dalla Normale di Parigi (42a), dall'Università di Göttingen (43a), in Germania, e dall'Istituto Karolinska, Svezia (43o).

Tra le prime duecento, troviamo anche Università spagnole, olandesi, finlandesi, irlandesi, belghe, austriache, danesi, norvegesi, turche, egiziane, giapponesi, cinesi, coreane, australiane, neozelandese, canadesi, di Taiwan e di Hong Kong.

La classifica è stata stilata attraverso l'analisi delle performance di ogni Istituto in base ad alcuni indicatori.

E' stato anzitutto valutato il contesto didattico e la qualità dell'insegnamento, con attenzione a fattori come il rapporto tra numero degli studenti e parco insegnanti e la percentuale dei laureati che restano all'Università come ricercatori.
E' stato analizzato il livello della ricerca prodotto da ogni singolo Istituto e la sua influenza globale, attraverso la misurazione della quantità e della qualità delle citazioni nelle pubblicazioni accademiche prodotte dagli altri Istituti.
Sono stati considerati il volume complessivo di ricerca prodotta, gli introiti ottenuti e la reputazione dell'Istituto.
Infine, è stato dato un peso, piuttosto ridotto, anche al rapporto tra studenti stranieri e residenti, quale indice dell'attrattività internazionale di ogni Istituto universitario.

Harvard ha conseguito una valutazione di 96,1, su un massimo di 100, mentre la Simon Frazer University (Canada) e l'Università di Scienze agrarie di Uppsala (Svezia), appaiate al 199imo posto, hanno avuto una valutazione di 46,2.

E le università italiane? Impossibile trovarle. Lo Stato, spendaccione in una miriade di settori, ha deciso di risparmiare proprio sull'Università e sulla ricerca. Delle Università italiane si parla solo per il nepotismo che guida le nomine e per la politicizzazione che trasforma spesso gli Atenei in teatri di sterili confronti politici ancorati piu' alle ideologie del passato che alla progettualità per il futuro.

Il governo, nell'imminente manovra finanziaria, prevede di stanziare complessivamente un miliardo per l'Università, briciole rispetto agli sprechi di Stato che anno dopo anno hanno dissestato le finanze italiane.

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