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Le ultime rivelazioni di Wikileaks fanno luce sul perenne conflitto del Kashmir e chiamano in causa non solo il governo indiano e le sue forze di sicurezza, ma anche gli Stati Uniti ed il Comitato Internazionale della Croce Rossa.
Secondo i dispacci diplomatici americani, nel 2005 il Comitato Internazionale della Croce Rossa informo' l'Ambasciata americana di Dehli sugli abusi cui erano sottoposti in Kashmir centinaia di detenuti, civili accusati di legami con gli indipendentisti, vittime di scosse elettriche, pestaggi, stupri ed altre forme di umiliazioni sessuali.
Mentre i civili sono torturati, gli indipendenstisti armati, una volta neutralizzati sono giustiziati senza processo.
L'India, la cosiddetta piu' grande democrazia del mondo, il Paese che ancora oggi vive le contraddizioni ed i paradossi della segregazione per caste, è nuovamente sotto i riflettori per la guerra dimenticata del Kashmir. E questa volta, le accuse di torture non arrivano dalle sempre inascoltate associazioni di tutela dei diritti umani, ma sono certificate da un'indagine della Croce Rossa internazionale.
Le rivelazioni di Wikileaks mostrano che già nel 2005 sia la Croce Rossa sia gli Stati Uniti erano informati su cosa stava accadendo e continua ad accadere in Kashmir.
Le informazioni erano finora segretate, ufficialmente per tutelare la "neutralità" della Croce Rossa.