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Cuffaro favori' la mafia, condanna confermata in Cassazione: si aprono le porte del carcere

Sabato 22 Gennaio 2011, 14:50 in Politica italiana di

Per Salvatore Cuffaro, ex governatore della Sicilia, si aprono le porte del carcere. La Corte di Cassazione ha infatti confermato la sua condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra.

E' la fine di una vicenda giudiziaria iniziata con le indagini del 2003, che non gli ha comunque impedito di svolgere un ruolo politico di primo piano sulla scena politica siciliana e nazionale: candidato con successo per l'UDC alle elezioni europee del 2004; ricandidato nel 2006 dal centrodestra nella corsa alla Presidenza della Regione Sicilia sconfiggendo una persona come Rita Borsellino; ricandidato con successo dall'UDC per il Senato nella primavera del 2006 dopo essere stato condannato in primo grado a gennaio ed essersi dimesso dalla Presidenza della Regione Sicilia.

La carriera politica di Cuffaro e' finita. Con le porte del carcere che si aprono, si chiudono quelle del Senato con la decadenza dalla carica di senatore.

Spesso si sente dire che, vigendo la presunzione di non colpevolezza, il politico condannato "solo in primo grado", oppure rinviato a giudizio, o semplicemente indagato, non dovrebbe subire discriminazioni politiche a causa dei suoi procedimenti giudiziari.
A condanna definitiva avvenuta, e' ancora piu' doveroso riflettere sul fatto che l'ultragarantismo riservato ai politici ci regala ora la certezza (giudiziaria) che un uomo che per sei anni ha guidato la Regione Sicilia, occupando anche la poltrona di Senatore della Repubblica e svolgendo un ruolo politico di primo piano anche a livello nazionale, e' un uomo che ha agito facendo anche gli interessi della mafia.

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