Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Janusz Korczak, all'anagrafe Henryk Goldszmit era nato a Varsavia nel 1878 da una famiglia ebraica benestante. Medico, pediatra, educatore, saggista e poeta, è una delle figure piu' commoventi della resistenza dello spirito contro l'orrore nazista.
Mentre era ancora un semplice studente della Facoltà di Medicina, il giovane Korczac alternava la frequentazione dei salotti letterari al volontariato per i bambini poveri di Varsavia.
La sua attenzione per i problemi dell'infanzia indirizzo' tutto la sua vita letteraria e professionale.
Dopo aver scritto le sue prime opere, "Bambini di strada" nel 1901 e "Il bambino di Salon" nel 1906, dal 1908 Korczak inizio' a lavorare per l'orfanotrofio di Varsavia divenendo rapidamente un innovatore della pedagogia grazie ad un approccio improntato sulla libera espressioni dei bambini, in netto contrasto con i tradizionali metodi dirigistici dell'epoca e contribuendo alla letteratura scientifica con le opere "Come si ama il bambino" e "Il diritto al rispetto del bambino".
Nel 1912, Janusz Korczac fondo' l'orfanotrofio ebraico Don Sierot, ma con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale fu chiamato dall'esercito russo come medico militare. Al suo ritorno, ritrovo' una Polonia finalmente indipendente e torno' a dedicarsi all'educazione occupandosi dell'orfanotrofio comunale di Varsavia e del Don Sierot. Instancabile, Korczac si dedico' anche alla docenza universitaria ed all'esercizio della professione medica, e continuo' a scrivere saggi e poesie.
All'età di 50 anni, con l'inizio delle persecuzioni antiebraiche da parte della Germania nazista, Korczac decise di sfidare in prima persona il terrore della Gestapo. L'ebreo Korczac, rimosso da tutti i suoi incarichi pubblici, concentro' tutte le sue energie sul Don Sierot.
Nel 1940, con la costituzione del Ghetto di Varsavia, Korczac dovette trasferirsi con i suoi bambini nell'area riservata alla segregazione degli ebrei. Trovo' un nuovo edificio e vi stabili' la nuova sede dell'orfanotrofio.
Nonostante il dilagante antisemitismo, Korczac continuava ad essere un intellettuale stimato e poteva contare su una cerchia di importanti amicizie. Piu' volte gli fu offerta protezione fuori dal Ghetto di Varsavia e di sottrarsi alle persecuzioni antiebraiche, ma Janusz Korczak decise di restare a prendersi cura dei bambini del suo orfanotrofio.
Pronto a rischiare tutto per i suoi principi, si ingegno' con ogni mezzo per garantire la continuità dell'orfanotrofio facendosi carico in prima persona del difficile compito di trovare anche cibo, vestiti e medicinali necessari.
Tra la fine di luglio e gli inizi dell'agosto del 1942, il Consiglio polacco per l'aiuto agli ebrei, gruppo della Resistenza polacca, piu' volte lo avverti' dell'imminenza di una retata offrendogli rifugio fuori dal Ghetto, ma Korczac non ne volle sapere. Aveva già deciso, era pronto a morire con i suoi bambini ma mai li avrebbe abbandonati.
Il 5 agosto 1942, i nazisti circondarono l'orfanotrofio per condurre Janusz Korczak, i suoi collaboratori e i 196 bambini che vi erano ospitati presso il campo di sterminio di Treblinka. Korczac li fece vestire con i loro abiti migliori e con loro si incammino' verso il treno che li attendeva. Li' un ufficiale delle SS offri' a Korczac un'ultima ancora di salvezza: sarebbe stato separato dagli altri e deportato al campo di concentramento di Theresienstadt dove gli sarebbe stata risparmiata la vita e garantito un trattamento di favore in ragione della sua notorietà internazionale.
Korczac rifiuto' anche quell'ultima offerta e mori' a Treblinka insieme ai bambini del suo orfanotrofio.
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