Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
La crisi nucleare che sta terrorizzando il Giappone dissemina paure in Europa ed anche in Italia. La nube radioattiva è arrivata anche in Italia, sui nostri cieli ci sono infatti masse d'aria che contengono iodio-131, un isotopo tossico che in quantità elevate puo' essere pericoloso per la salute.
La crisi nucleare che sta terrorizzando il Giappone dissemina paure in Europa ed anche in Italia. Si parla ormai di una "nube radioattiva in Italia". Sui nostri cieli ci sono infatti masse d'aria che contengono iodio-131, un isotopo tossico che in quantità elevate puo' essere pericoloso per la salute.
Si tratta di valori ben al di sotto della soglia di pericolosità, centinaia di volte piu' bassi di quelli rilevati negli Stati Uniti ed in Canada, ed in Europa non c'è nessun pericolo per la salute umana.
L'ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha rilevato livelli minimi di iodio-131 in Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta e nella Provincia autonoma di Bolzano con valori attorno allo 0,13 millibecquerel al metro cubo. Valori simili sono stati rilevati anche nel resto d'Europa.
Quelle che sono state rilevate in Italia possono essere definite come microtracce di radioattività, migliaia di volte inferiori a quelle registrate dopo l'incidente nucleare di Chernobyl.
Ciononostante, stanno aumentando gli europei che si rivolgono a medici e farmacisti per avere pillole di ioduro di potassio in grado di proteggerli parzialmente dalle radiazioni.
E' bene sottolineare che non c'è nessuna necessità di ricorrere a pillole di ioduro di potassio o a qualsivoglia medicinale o presunto tale. A questi livelli bassissimi, lo iodio-131 è innocuo, semmai ad essere pericolosa potrebbe essere la diffusione di fenomeni di psicosi e l'immotivata assunzione di sostanze di contrasto.
Se è vero che le autorità si sono dimostrate storicamente poco credibili in questo tipo di emergenze, sottostimando la pericolosità delle fuoriuscite radioattive, è altrettanto vero che siamo molto lontani da Fukushima e che i valori di radioattività rilevati in Europa sono almeno finora effettivamente poco significativi.
Se un disastro simile fosse avvenuto in Francia o comunque in una regione a noi vicina, avremmo invece tutte le ragioni del mondo per preoccuparci.
Ben diversa è la questione dei generi alimentari importati dal Giappone, in particolare per quanto riguarda pesce, prodotti ortofrutticoli ed altri generi alimentari. In particolare livelli elevati di radiazioni sono stati rilevati nei test svolti dalle autorità giapponesi su latte, spinaci e pesce provenienti dalla regione di Fukushima. Per questo il governo ha vietato il commercio di prodotti alimentari provenienti dalla zona di Fukushima. Anche se lo iodio-131 decade rapidamente, dimezzando la propria radioattività in otto giorni e scomparendo praticamente del tutto nell'arco di poche settimane, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha giustamente ricordato che nel breve periodo c'è comunque un rischio per la salute umana se l'organismo assorbe alimenti contaminati.
In Giappone, l'economia dell'alimentare rischia il tracollo e le cronache giapponesi ci raccontano di produttori e pescatori della zona di Fukushima ormai disperati che starebbero vendendo sotto-prezzo generi alimentari che dovrebbero invece essere distrutti.
Benché tutt'Europa, Italia inclusa, effettui ovviamente controlli approfonditi sui generi alimentari importati, nulla esclude che una parte di questi prodotti possa arrivare comunque nei mercati europei.
Per questo, è sempre bene non dimenticare la buona regola generale di verificare la provenienza dei generi alimentari e le loro caratteristiche di qualità, prima di acquistare qualsiasi prodotto.