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E' stata depositata la decisione della Corte di Cassazione con cui si conferma la decisione di estromissione dalla magistratura pronunciata dal CSM nei confronti del Giudice di Pace Luigi Tosti, il magistrato giudicante che si era rifiutato di tenere udienza in segno di protesta contro la presenza nelle aule di Tribunale italiane del Crocefisso.
Oggi è stata depositata la decisione della Corte di Cassazione con cui si conferma l'estromissione dalla magistratura decretata dal CSM nei confronti del Giudice di Pace Luigi Tosti, il magistrato giudicante che si era rifiutato di tenere udienza in segno di protesta contro la presenza nelle aule di Tribunale italiane del Crocefisso.
Luigi Tosti aveva fatto ricorso alla Cassazione, chiedendo anche di poter esporre la Menorah, simbolo dell'ebraismo, nelle aule nelle quali avrebbe tenuto le sue udienze.
La Corte di Cassazione ha respinto le istanze di Tosti, in particolare poiché solo il legislatore puo' eventualmente prevedere la possibilità di esporre nelle aule italiane simboli religiosi diversi dal Crocefisso.
L'esposizione del Crocefisso nei tribunali ha le sue basi legali nella Circolare n. 2134/1867 del 29 maggio 1926, "Collocazione del crocifisso nelle aule di udienza". Non esistono analoghe circolari per i simboli di altre confessioni religiose.
Contrariamente alla Corte Europea di Strasburgo che nel 2009 si espresse contro l'esposizione del Crocefisso nelle scuole, la Cassazione ha ritenuto che essa nei tribunali non costituisca un'offesa alla libertà religiosa.
Essendo le circolari null'altro che norme regolamentari, esse non possono essere sindacate dalla Corte Costituzionale.
Conseguentemente è probabile che Tosti si rivolga ora ai giudici europei per denunciare la contrarietà della legislazione italiana ai principi sanciti dai Trattati e dalle Convenzioni europee.
Sullo sfondo di queste vicende giudiziarie si combatte anche una strana battaglia tra difensori ed oppositori del Crocefisso negli uffici pubblici. Gli oppositori, in base al carattere essenzialmente religioso del simbolo, ne contestano l'esibizione nelle sedi istituzionali di uno Stato teoricamente laico. I difensori, con un revisionismo mortificante della fede, degradano il Crocefisso a banale simbolo culturale rendendolo compatibile con le piu' diverse religioni ma al prezzo di svuotarlo del suo significato religioso.