Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Fukushima come Chernobyl? Impossibile. Per settimane il governo giapponese, rappresentanti dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, ed un esercito di fisici nucleari avevano continuamente sostenuto che il disastro nucleare di Fukushima non avrebbe mai neppure avvicinato la gravità di quello di Chernobyl.
Fukushima come Chernobyl? Impossibile. Per settimane il governo giapponese, i rappresentanti dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, ed un esercito di fisici nucleari avevano continuamente sostenuto che il disastro nucleare di Fukushima non avrebbe mai neppure avvicinato la gravità di quello di Chernobyl.
Oggi, il governo giapponese e la TEPCO, la società che gestisce gli impianti nucleari in Giappone, hanno annunciato al mondo di aver dovuto riconsiderare la classificazione della gravità dell'incidente di Fukushima, elevandola al livello 7, quello massimo, lo stesso del disastro di Chernobyl.
Un disastro nucleare è classificato al livello 7 quando si accompagna ad un massiccio riversamento nell'ambiente di materiali radioattivi (nell'ordine di migliaia di terabecquerel nell'arco di diverse ore) con effetti importanti sulla salute umana.
Tuttavia, l'autorità giapponese, confermando ancora una volta la sua mancanza di chiarezza, ha precisato che il livello delle emissioni radioattive registrato finora sarebbe pari al 10% di quelle rilevate a Chernobyl, mentre la TEPCO ha reso noto che le perdite radioattive misurate oggi si attestano ad un terabecquerel all'ora.
Tre dati, in contraddizione gli uni con gli altri, che non faranno che accrescere la diffidenza delle popolazioni interessate verso le informazioni cosiddette ufficiali.