Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
I risultati per il Consiglio di Stato, diffusi già a partire da domenica pomeriggio, hanno regalato una netta vittoria alla Lega dei Ticinesi che ha sfiorato il 30% diventando cosi' il primo partito in governo e raddoppiando il numero dei propri Consiglieri di Stato.
Si è svolta ieri l'ultima giornata di votazioni per il rinnovo del Parlamento (Gran Consiglio) e del Governo (Consiglio di Stato) nel Canton Ticino.
I risultati per il Consiglio di Stato, diffusi già a partire da domenica pomeriggio, hanno regalato una netta vittoria alla Lega dei Ticinesi che ha sfiorato il 30% diventando cosi' il primo partito in governo e raddoppiando il numero dei propri Consiglieri di Stato. Questo, grazie ai voti decisivi dell'Unione Democratica di Centro (UDC), primo partito a livello nazionale, ma relativamente debole in Ticino, UDC che in queste elezioni ha deciso di non presentare una propria lista per il Consiglio di Stato ma appoggiare quella presentata dalla Lega.
La campagna elettorale era stata caratterizzata da una particolare attenzione per i temi del lavoro e del frontalierato. Sui frontalieri del Nord Italia, l'Unione Democratica di Centro (UDC), aveva puntato il dito per denunciare la disoccupazione dei ticinesi a fronte dei quasi 50'000 lombardi che ogni giorno valicano la frontiera per lavorare in Ticino.
In governo i leghisti saranno rappresentati da due Consiglieri di Stato su cinque. Un rappresentante ciascuno per il Partito liberal-radicale (PLR), il Partito popolare democratico (PPD-GG) ed i Socialisti (PS).
E' bene ricordare che in Svizzera vige un sistema elettorale nel quale prevale il sistema cosiddetto della concordanza, mancando invece una contrapposizione governo-opposizione paragonabile a quella del resto dei Paesi europei. I posti in governo sono distribuiti in rapporto ai voti conseguiti dai partiti: ogni partito si gioca le sue chance, ottiene eventuali rappresentanti in governo che dovranno poi misurarsi con i rappresentanti degli altri partiti per ottenere idealmente, su ogni provvedimento, l'unanimità del Consiglio di Stato oppure, come accade sempre piu' frequentemente, almeno la maggioranza dei voti. I Consiglieri di Stato si distribuiscono tra loro la guida dei cinque Dipartimenti (in Italia li chiameremmo Ministeri o Assessorati) che poi amministreranno con una certa autonomia dagli altri.
Per far passare le proprie iniziative, la Lega dei Ticinesi dovrà trovare almeno un altro voto in Consiglio di Stato, e lo potrà fare solo convincendo, di volta in volta, un Consigliere di uno degli altri tre partiti.
In queste elezioni cantonali per il rinnovo del Consiglio di Stato, la Lega ha visto i suoi consensi aumentare dal 22,21% al 29,78%, approfittando del calo di quasi tutte le altre forze politiche. I liberali-radicali sono scesi al 24,95% perdendo circa il 3% dei voti ed i Popolari democratici sono scesi al 19,86% perdendo poco meno del 2%.
La lettura dei numeri indica nel Partito socialista il grande sconfitto della tornata elettorale. Il PS ha infatti perso addirittura il 5,08% fermandosi al 16,27%. La sconfitta dei Socialisti va pero' relativizzata includendo nell'analisi il buon successo della compagine ecologista dei Verdi che hanno praticamente triplicato i loro consensi raggiungendo il 6,12% e riducendo cosi' la loro distanza storica rispetto alle percentuali mediamente ottenute dai Verdi nel resto della Svizzera.
Alla vigilia della consultazione lungamente era stato ricercato un accordo tra PS e Verdi per le elezioni del Consiglio di Stato, ma personalismi e differenze programmatiche avevano reso impossibile un'intesa.
Lo scenario è completato da tre liste minori: Montagna Viva (0,97%), Movimento per il Socialismo-Partito comunista (0,76%) e la Lista Civica (1,28%), mentre il 13,65% degli elettori hanno espresso voti di preferenza senza esprimere il proprio consenso per nessuna lista partitica.
Per quanto riguarda il Gran Consiglio, gli scrutini sono ancora in corso.
Qui, l'UDC ha presentato una propria autonoma lista rispetto alla Lega dei Ticinesi: le percentuali della vittoria leghista saranno meno consistenti ed il PLR dovrebbe riconfermarsi come il primo partito ticinese in Parlamento.