Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Dopo i topi italiani a caccia del forrmaggio svizzero, la nuova campagna mostra un topo col tricolare intento a divorare della frutta. Un altro topo con i colori dell'Unione Europea lo osserva, ed un terzo sullo sfondo sembra farsi un pisolino.
Torna a far discutere la campagna "Balairatt", con cui l'UDC, compagine politica della destra anti-stranieri, dallo scorso autunno punta il dito contro i frontalieri lombardi che ogni giorno varcano i confini per lavorare in Ticino e poi fare rientro in serata nelle loro case in Italia.
Dopo i topi italiani a caccia del forrmaggio svizzero, la nuova campagna mostra un topo col tricolare intento a divorare della frutta. Un altro topo con i colori dell'Unione Europea lo osserva, ed un terzo sullo sfondo sembra farsi un pisolino.
"sem a la früta" (siamo alla frutta) recita la scritta che campeggia sui nuovi cartelloni, a ricordare la crisi economica che ha colpito anche il Ticino, la disoccupazione giovanile ed i tanti lavoratori frontalieri che approfitterebbero dei salari ticinesi per costruirsi una vita di agiatezze in Italia.
Lo scorso settembre, nel Cantone di lingua italiana della Svizzera, erano apparsi manifesti nei quali figuravano ratti, contrassegnati con il tricolore, intenti a divorare il formaggio svizzero: una metafora per segnalare il problema dei frontalieri italiani che stanno invadendo il mercato del lavoro del piccolo Cantone.
Con una popolazione residente di 335'000 persone, inclusi 87'000 stranieri, l'impatto quotidiano dei quasi 50'000 lavoratori frontalieri lombardi è uno dei temi caldi della campagna elettorale che porterà alle elezioni cantonali del prossimo 10 aprile.
L'UDC, primo partito svizzero, ma piuttosto marginale in Ticino a causa del quasi-monopolio della Lega dei Ticinesi sul suo potenziale elettorato spera che la campagna "Balairatt" porti i voti necessari a rafforzarne la posizione politica nel Cantone.
Secondo i piu' ferrei critici del fenomeno dei frontalieri, questi, accettando salari inferiori a quelli altrimenti offerti ai lavoratori residenti, contribuirebbero ad un generale peggioramento delle condizioni di lavoro di tutti i lavoratori dipendenti. La loro presenza sottrarrebbe posti di lavoro ai lavoratori residenti, in particolare agli svizzeri ed ai ticinesi. Se in Ticino c'è un 6% di disoccupati residenti che beneficiano della relativa indennità, soprattutto giovani che non riescono a trovare lavoro ed un numero ancora maggiore di disoccupati non facilmente quantificabile che preferiscono neppure rivolgersi alla Cassa disoccupazione o che non possono piu' farlo, una parte di colpa sarebbe proprio dei frontalieri.
Il risentimento anti-frontalieri è diffuso anche tra una parte non trascurabile degli italiani che risiedono in Svizzera.
Dal mondo delle imprese e dai partiti borghesi e di sinistra, si fa notare come la presenza dei frontalieri sia fondamentale per l'economia ticinese, in quanto essi da soli costituiscono ormai un quarto della forza lavoro del Cantone, contribuendo in misura importante alla sua crescita economica senza creare particolari problemi di ordine pubblico o di sicurezza.
Le elezioni del 10 aprile potrebbero regalare alle destre un maggior peso nel nuovo governo cantonale, ma pare comunque improbabile l'adozione di misure concrete di contrasto al lavoro dei frontalieri. Anche nell'inimmaginabile ipotesi che un nuovo governo trovi una soluzione tecnica rispettosa degli accordi internazioni ma comunque tale da cancellare o ridurre in misura consistente il lavoro dei frontalieri, permarrebbe dall'economia una domanda di lavoratori che non potrebbe essere neppure lontanamente soddisfatta dai residenti anche qualora si arrivasse ad una loro piena occupazione. Con la conseguenza che i frontalieri sarebbero sostituiti dall'arrivo dall'estero di nuovi lavoratori europei che, contratto di lavoro in mano, avrebbero diritto al permesso di soggiorno. Con un conseguente aumento della popolazione straniera residente in evidente contrasto con i desideri dei partiti della stessa destra anti-stranieri.
Spero potere trovare un lavoro , poi voglio anche io dare il mio contributo alla crescita della Svizzera...
alle 16:18
Ismet
Cerco lavoro in svizzera com cuoco/chef di cucina! Non parlo tedesco. Sono cittadino italiano. Una persona volenterosa capace di portare avanti una cucina dall antipasto al dolce. Distinti saluti!