Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Molti aspiranti consiglieri comunali attendono con trepidazione di sapere se, grazie al gioco del premio di maggioranza, riusciranno ad ottenere anch'essi un seggio nel nuovo Consiglio comunale. A scrutini completati, scopriamo che Lassini, nonostante abbia ottenuto solo 872 preferenze in una città di circa un milione di elettori, potrebbe comunque ottenere un seggio in Consiglio comunale.
Tra meno di due settimane, i milanesi torneranno alle urne per il decisivo ballottaggio che completerà le elezioni comunali e decreterà se il prossimo sindaco sarà l'uscente Letizia Moratti o l'avvocato Giuliano Pisapia.
Molti aspiranti consiglieri comunali attendono con trepidazione di sapere se, grazie al gioco del premio di maggioranza, riusciranno ad ottenere anch'essi un seggio nel nuovo Consiglio comunale.
Tra di loro, c'è anche Roberto Lassini, il candidato del PDL passato ai disonori della cronaca per gli infelici manifesti in cui i magistrati erano stati associati addirittura alle Brigate Rosse. Di lui avevamo già scritto, piu' che altro per denunciare come Lassini, pur avendo sostanzialmente fatto affiggere manifesti dai contenuti non dissimili da quelli delle dichiarazioni di Berlusconi e dei suoi fedelissimi e pur avendo una storia personale drammaticamente condizionata da un errore giudiziario, fosse rimasto isolato nel centrodestra, ricevendo dalla stessa Letizia Moratti un duro invito a farsi da parte.
A scrutini completati, scopriamo che Lassini, nonostante abbia ottenuto solo 872 preferenze in una città di circa un milione di elettori, potrebbe comunque ottenere un seggio in Consiglio comunale.
Basterà che Letizia Moratti prevalga al ballottaggio.