Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
In vista del ballottaggio che deciderà chi sarà il prossimo sindaco di Milano, tutti si chiedono cosa faranno coloro che al primo turno hanno votato per Palmeri e Calise.
In vista del ballottaggio che deciderà chi sarà il prossimo sindaco di Milano, Letizia Moratti ha vanamente cercato di ottenere un appoggio ufficiale dal Terzo Polo, mentre Giuliano Pisapia ha provato a portare dalla sua parte, oltre al Terzo Polo anche il Movimento Cinque Stelle.
Già nelle ore successive all'ufficializzazione dei risultati del primo turno, il candidato del Terzo Polo Manfredi Palmeri aveva dichiarato che riteneva estremamente improbabile un qualsiasi apparentamento con uno dei candidati rimasti in lizza. Poi, nel corso della settimana, i vertici nazionali del Terzo Polo hanno ufficializzato la scelta di non dare indicazioni di voto, nonostante i malumori di alcuni esponenti di Futuro e Libertà come Urso e Ronchi che avrebbero voluto sostenere Letizia Moratti.
Da parte sua Pisapia ha provato a sondare il terreno, oltre che col Terzo Polo, anche con la lista milanese del Movimento Cinque Stelle, capeggiata dal giovanissimo Mattia Calise. E mentre Beppe Grillo ribadiva da Parigi che per lui PD e PDL condividono gli stessi vizi contro cui occorre battersi per cambiare la politica italiana, Mattia Calise ha lasciato aperto uno spiraglio se non di un apparentamento quantomeno di un silenzioso via-libera. Per il giovane candidato della lista milanese del Movimento Cinque Stelle, se è vero che PD e PDL rappresentano quella partitocrazia contro cui anche lui si batte, le candidature di Pisapia e Moratti non sono affatto identiche e la base del suo movimento, escludendo a priori un voto per la Moratti, oscillerà tra l'opzione dell'astensione e quella del voto, magari col naso turato, per l'avvocato Pisapia.
Certamente, questa moderata e parziale disponibilità della base del Movimento Cinque Stelle verso Pisapia non costituisce una sorpresa, considerando che almeno su alcuni temi Pisapia sembra non troppo lontano dalle tesi del movimento (acqua pubblica, nucleare, raccolta differenziata dei rifiuti, promozione della mobilità pubblica, ampliamento delle aree verdi urbane).
E' probabile che alla fine, almeno il 50% degli elettori del Movimento Cinque Stelle decidano di andare a votare per Pisapia, se non altro con l'intento d'impedire la rielezione di un sindaco la cui gestione è stata valutata come un autentico disastro.
Piu' complicato è prevedere il comportamento elettorale di chi al primo turno ha scelto Manfredi Palmeri. Se si guarda all'attitudine del candidato del Terzo Polo, Palmeri nel corso della campagna elettorale, su molti temi, è apparso piu' vicino a Pisapia che alla Moratti, alla quale ha riservato critiche frequenti e puntuali.
Manfredi Palmeri si è proposto all'elettorato come un uomo del cambiamento, ed è difficile immaginare che chi ne ha condiviso le parole ed i programmi possa ora propendere per il sindaco uscente. Ma d'altro canto, Palmeri è espressione di quel Terzo Polo che ha una storia, recentissima, di alleanze strategiche e strutturali con quel centrodestra dal quale si è poi separato. Se c'erano valori in comune tali d'aver consentito di governare assieme condividendo battaglie spresso aspre contro il centrosinistra, risulta piuttosto difficile immaginare che lo stesso elettorato improvvisamente possa schierarsi proprio con gli avversari di ieri.
Questo tipo di analisi resterebbe pero' poco utile se non si considerasse un fattore decisivo, di tipo essenzialmente numerico. Il Terzo Polo al primo turno ha fatto fatica a superare il 5% dei consensi, una percentuale decisamente al di sotto della somma dei consensi di Alleanza Nazionale, UDC e API prima della formazione del nuovo soggetto politico. E' legittimo supporre che quella parte degli elettori di questi partiti che hanno visto con sfavore il progressivo allontanamento della vecchia AN e dell'UDC dal nuovo PDL, abbiano già votato per Letizia Moratti e le liste a lei associate al primo turno.
Sembra in definitiva che il centrodestra, per farcela, piu' che sugli elettori del Terzo Polo, debba cercare di far leva su quella parte del suo elettorato di ieri che in queste ultime elezioni ha deciso di non andare a votare.
alle 15:10
roberta
voteremo per pisapia,siamo stanchi di chiacchiere e menzogne.