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Germania: chiudono tutte le centrali nucleari

Lunedì 30 Maggio 2011, 20:01 in Energia, Notizie dal mondo di

Il governo guidato da Angela Merkel ha annunciato che tutte le centrali nucleari tedesche chiuderanno al piu' tardi nel 2022, ma la gran parte dei reattori cesserà di operare già entro la fine di quest'anno.

Il governo guidato da Angela Merkel ha annunciato che tutte le centrali nucleari tedesche chiuderanno al piu' tardi nel 2022, ma la gran parte dei reattori cesserà di operare già entro la fine di quest'anno. La produzione ordinaria cesserà nel 2021, per un anno tre reattori resteranno attivi per essere eventualmente utilizzati solo in caso di straordinarie penurie energetiche tali da provocare black out.

La decisione della Germania di chiudere le centrali nucleari era stata adottata all'inizio del millennio dal governo rosso-verde di Schroeder, ma nella campagna elettorale che aveva portato per la prima volta al governo Angela Merkel, la leader della CDU aveva fatto del prolungamento della "vita" delle centrali nucleari uno di pilastri del suo impegno politico.

Andata al governo con la celebre Grande Coalizione insieme ai socialdemocratici, la Merkel non aveva potuto invertire la rotta anti-nuclearista avviata dal precedente governo rosso-verde, ma aveva rinnovato i suoi propositi nella campagna elettorale dell'estate 2009.

Rieletta nel settembre di quell'anno e chiamata a guidare un nuovo governo di coalizione con i liberali, Angela Merkel era quindi riuscita a promuovere un ripensamento sulla tempistica dell'abbandono dell'energia nucleare, arrivando ad estendere l'operatività dei reattori in media di 12 anni rispetto al calendario di chiusura predisposto dal governo Schroeder.

Quel dilatamento dei tempi dell'abbandono del nucleare in Germania aveva ottenuto ampio spazio anche nelle argomentazioni dei pro-nucleare italiani e prodotto un fiorire di articoli ed editoriali sull'"inevitabilità" del rilancio nucleare in tutta Europa.

E' stata la crisi nucleare giapponese a riportare Angela Merkel lentamente su posizioni identiche a quelle per lungo tempo espresse da ecologisti e social-democratici, prima con la decisione di chiudere subito le centrali piu' vecchie, e adesso con quella di chiuderle tutte con una scelta che lo stesso governo di centrodestra tedesco ha definito "irrevocabile".

Attualmente, il 17% del fabbisogno di elettricità della Germania è soddisfatto con l'energia nucleare, una percentuale che negli ultimi anni non ha fatto che scendere finendo con l'essere superata dalla quota di produzione delle energie rinnovabili. L'obiettivo del governo tedesco è un'accelerazione ulteriore nello sviluppo delle energie rinnovabili in grado di sostituire in una manciata di anni tutta la produzione nucleare.

Gli esperti hanno calcolato che la riconversione energetica di quel 17% verso le energie rinnovabili dovrebbe costare attorno tra i 30 e i 45 miliardi di euro, ovvero nel piu' oneroso degli scenari circa 500 euro per ogni abitante della Germania.

Molto negative sono state le reazioni del mondo economico tedesco, in particolare da parte dei rappresentanti di alcuni colossi energetici impegnati prevalentemente nella produzione di energia nucleare, ma il governo di centrodestra, sottoposto ad una notevole pressione dell'opinione pubblica, ha comunque deciso di riprendere a passi rapidi il cammino verso l'abbandono definitivo dell'energia nucleare.

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