Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
A forza di continui e devastanti missili intelligenti, mascherati da riforme della giustizia, il centrodestra sta neutralizzando il processo penale.
A forza di continui e devastanti missili intelligenti, mascherati da riforme della giustizia, il centrodestra sta neutralizzando il processo penale.
Le norme sul cosiddetto "processo breve", se approvate definitivamente, imporranno una durata massima di due anni per ogni grado di giudizio con un massimale complessivo di sei anni. Superati questi limiti, il processo cadrebbe nel nulla. Tenendo conto di quali sono i tempi attuali e reali della giustizia penale italiana, la riforma avrà l'effetto di far cadere un numero enorme di processi, negando ogni possibilità di giustizia alle vittime dei reati ed anche a quegli imputati innocenti che proprio perché innocenti confidano in una sentenza di piena assoluzione.
Le ultime norme proposte dal centrodestra ed etichettate come "processo lungo", se approvate definitivamente sottrarranno al giudice il potere di rigettare l'ammissione di quelle nuove testimonianze e di quei nuovi mezzi di prova che risultino manifestamente irrilevanti o superflui. Con le nuove norme, i collegi difensivi meglio armati potranno far allungare indefinitamente i processi proponendo continuamente l'assunzione di nuove testimonianze di nessun utilità per l'accertamento dei fatti, senza che il giudice abbia piu' il potere di rifiutarne l'ammissione.
Entrambi i provvedimenti stanno danzando tra un ramo del Parlamento e l'altro. Il testo del "processo breve" approvato in una versione riformata un paio di mesi fa, approderà nuovamente al Senato, mentre il "processo lungo", approvato oggi al Senato, dovrà essere discusso e votato dalla Camera.
Il "processo lungo" sembra fatto apposta per dare ai legali difensori nuove armi per impedire il rispetto dei tempi di giudizio previsti dal cosiddetto "processo breve".
Già oggi, la differenza tra un condannato ed un prosciolto dipende spesso dal tempo e dalle risorse che i collegi difensivi dedicano ad allungare i processi per far scattare la prescrizione. Con l'approvazione di queste due riforme, il numero dei processi che si chiuderanno senza una sentenza definitiva di merito è destinato a crescere esponenzialmente, favorendo l'impunità soprattutto di quegli autori di reati che abbiano i mezzi finanziari per pagarsi una difesa almeno discreta.