Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
"Gli effetti di Google sulla memoria", è questo il titolo di uno studio realizzato dalla Columbia University e pubblicato sulla rivista Science Express.
"Gli effetti di Google sulla memoria", è questo il titolo di uno studio realizzato dalla Columbia University e pubblicato sulla rivista Science Express.
Gli scienziati hanno sottoposto un gruppo di persone ad una serie di quattro esperimenti allo scopo di determinare quali conseguenze sull'uso della memoria derivino dal sempre piu' frequente uso del computer.
La ricerca ha dimostrato che salvare informazioni sul computer semplifica complessivamente i processi di successivo recupero delle informazioni stesse, in quanto le persone tendono a ricordare dove andare a cercarle.
Ma mentre è alta la capacità di ricordare dove una certa informazione è stata salvata, a diminuire è il ricordo dell'informazione stessa.
Detto altrimenti, la tecnologia rende piu' facile ricordare dove si è conservata una lettera, ma piu' arduo memorizzarne il contenuto.
Il fenomeno sembra corrispondere ad una diffusa percezione. E pare piuttosto logico: maggiori sono le garanzie della successiva possibilità di recuperare facilmente un'informazione, minore è la motivazione a memorizzarne il contenuto. Del resto, nella storia dell'uomo, dalla scoperta della scrittura in poi, non sembra azzardato sostenere che la capacità di memorizzare dati e informazioni si è attenuata, progressivamente sostituita da una crescente capacità di catalogazione e archiviazione.
Molti studiosi della memoria suggeriscono vere e proprie tecniche per migliorare la propria memoria. Una delle piu' comuni è quella di creare nella propria mente un sistema di cassetti, richiamabili per associazione, nei quali archiviare i propri saperi, per poi recuperarli in caso di bisogno.
In questo senso, il PC assume le caratteristiche di una sorta di scheda di memoria esterna alla mente.
Al contempo, la consapevolezza di poter recuperare facilmente le informazioni usando motori di ricerca come Google, rende meno vitale l'esigenza di memorizzare e ricordare, contribuendo a quello che puo' definirsi un vero impigrimento della memoria.