Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Nella notte, un gruppo di duecento giovani serbi a volto scoperto ha scatenato una serie di rabbiosi attacchi contro il posto di frontiera di Jarinje e contro una vicina base della KFOR occupata da un contingente di soldati polacchi della missione NATO.
Nella notte, un gruppo di duecento giovani serbi a volto coperto ha scatenato una serie di rabbiosi attacchi contro il posto di frontiera di Jarinje e una vicina base della KFOR occupata da un contingente di soldati polacchi della missione NATO.
Sotto il fuoco delle bombe Molotov e dei colpi d'arma da fuoco degli estremisti serbi, i militari polacchi della KFOR hanno reagito sparando in aria per poi evacuare la base mentre questa andava in fiamme. Anche gli uffici doganali di Jarinje sono stati dati alle fiamme.
Solo dopo alcune ore i militari della KFOR sono riusciti a riprendere il controllo della zona di confine, ma a quanto pare gli estremisti serbi si erano già allontanati e nessuno di loro risulterebbe essere stato arrestato.
Le violenze arrivano dopo giorni di tensioni suscitate dalla decisione del governo kosovaro di varare un embargo verso le merci serbe ed inviare forze speciali di polizia per garantirne l'effettività. L'embargo, peraltro criticato dall'UE, è stato motivato come una reazione speculare, seppur ritardata, all'analogo embargo varato tre anni fa dalla Serbia nei confronti dei prodotti kosovari.
Benché formalmente identici, i due embarghi hanno conseguenze molto diverse. Quello serbo non incide sensibilmente sul mercato ed i consumi kosovari. Per contro, per la minoranza serba, l'embargo deciso dal governo kosovaro implica l'impossibilità di usufruire di quei prodotti che sente propri e che non puo' procurarsi in altro modo.
Lo stesso governo serbo, che pur continua a non riconoscere l'indipendenza del Kosovo, ha condannato senza riserve gli attacchi, parlando di violenze che vanno contro gli interessi della stessa Serbia e dei serbi del Kosovo.
Nel Nord del Kosovo, le famiglie serbe che hanno deciso di restare (o sono state costrette a farlo dalla loro situazione economica) godono sulla carta di tutti i diritti dei cittadini kosovari, ma vivono di fatto in una situazione di isolamento, ghettizzazione e paura. Queste difficoltà, unitamente alle scelte filo-europee del governo Tadic ed alla sua sostanziale disponibilità ad un percorso negoziale col governo kosovaro stanno spingendo i piu' giovani della minoranza serba verso l'estremismo politico e quei movimenti serbi ultranazionalisti agli occhi dei quali i criminali di guerra di Milosevic appaiono come eroi e patrioti.
Nella mattinata, un giovane serbo è stato aggredito a Strpce da alcuni estremisti kosovari, apparentemente in reazione agli attacchi della notte.
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU si riunirà in giornata a porte chiuse per discutere della situazione kosovara.