Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Il Primo ministro Naoto Kan ha annunciato che il suo Paese intende ridurre progressivamente il proprio ricorso all'energia nucleare con l'obiettivo di chiudere tutti i reattori oggi attivi.
Il Primo ministro Naoto Kan ha annunciato che il suo Paese intende ridurre progressivamente il proprio ricorso all'energia nucleare con l'obiettivo di chiudere tutti i reattori ancora attivi.
Dopo la catastrofe di Fukushima, anche il Giappone, uno dei maggiori produttori mondiali di energia nucleare sembra pronto ad abbracciare una svolta fino a pochi mesi fa inimmaginabile. Per Naoto Kan, il futuro si chiama energie rinnovabili.
Attualmente, i reattori nucleari in Giappone sono 54, ma quelli attivi solo 19, un terzo del totale, a causa non solo della tragedia di Fukushima, ma dei numerosi guasti che hanno interessato anche altre centrali.
La tragedia giapponese ha svelato anche al grande pubblico quanto inconsistenti fossero le assicurazioni delle lobby del nucleare sulla presunta sicurezza ed economicità delle centrali, ma gli incidenti magari piccoli e le tragedie sfiorate, solo negli ultimi 5 anni, erano stati decine in tutto il mondo.
Il Giappone, quel Giappone che fino a pochi mesi fa ancora puntava a portare il peso dell'energia nucleare dal 30% del fabbisogno nazionale d'inizio 2011, ad oltre il 50% nel giro di vent'anni, cambia strada, e cominciano ad essere davvero pochi i Paesi al mondo che per il proprio futuro energetico immaginano ancora un ruolo per il nucleare a fissione.
alle 18:27
paoletta
due persone che seguo con interesse sono Roberto Saija e Gaetano Buglisi, entrambi si occupano di energie rinnovabili, sostenendo giustamente l'idea che bisognerebbe favorire la produzione di energia dove avviene il consumo, razionalizzare la rete e quindi risparmiare tantissima energia che si “perde” durante la trasmissione. non male, se in tanti la pensassero così, molte cose prenderebbero forma + facilmente!