Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Il Vademecum antistupro, "Sicurezza, un lusso che oggi noi donne vogliamo permetterci", distribuito a migliaia di donne della Capitale e patrocinato dal Comune di Roma, ha fatto infuriare l'associazione NoiDonne.org e dovrebbe far indignare ogni individuo di sesso maschile d'Italia.
Il Vademecum antistupro, "Sicurezza, un lusso che oggi noi donne vogliamo permetterci", distribuito a migliaia di donne della Capitale e patrocinato dal Comune di Roma, ha fatto infuriare l'associazione NoiDonne.org e dovrebbe far indignare ogni individuo di sesso maschile d'Italia.
Pur se animato dalle migliori intenzioni e provvisto anche di suggerimenti utili e di buon senso, il Vademecum antistupro offre implicitamente un'immagine da far west della vita romana, con le donne invitate ad evitare di transitare su strade buie e addirittura ad informare controllore o capotreno se si ritrovano a viaggiare di notte su un treno o una metropolitana. Si ritrovano suggerimenti su come camminare e come guidare l'automobile, sui luoghi da frequentare e quelli da evitare, sulla borsetta e i gioielli, sui numeri da tenere nel telefonino e sulla necessità di sapere sempre dove si trova la stazione di polizia piu' vicina.
Le donne sono invitate a non indossare abiti "appariscenti" e a dotarsi di apparecchi, non proprio a buon mercato, che garantirebbero meglio le loro possibilità di difendersi.
Un Vademecum shock che suggerisce alle donne di rinunciare alla loro libertà e contribuisce a creare un'immagine di spropositate paure e insicurezze che Roma, nonostante i suoi problemi, certamente non merita.
Una donna che volesse seguire alla lettera il Vademecum, si troverebbe praticamente nell'impossibilità di uscire da sola la sera e di vestirsi come meglio le pare. Insomma, con restrizioni in parte simili a quelle che devono subire le donne vittime del fondamentalismo islamista dei loro padri, fratelli, mariti.
alle 14:41
Marco B.
Bravo. Ho frequentato siti di destra e di sinistra, ma soprattutto siti pro donne, siti pro uomini, siti retrivamente progressisti, illuminatamente conservatori e viceversa. Tanti non hanno capito la complementarità del tutto, cioè il fatto che in un mondo intessuto di relazioni che non sono accessorie ma che letteralmente costituiscono gli elementi messi in relazione, ciò che diciamo di una parte verso un'altra può essere invertito (in realtà le relazioni non biunivoche sono un mito, un concetto innaturale, forzato. Non ho detto non paritarie, ho detto non biunivoche, cioè con una parte che pensa di essere l'unica necessaria alla relazione). Dunque se si dice qualcosa dell'altro si dice qualcosa anche di sè stessi e spesso quello che fa male ad un estremo del segmento-relazione fa male anche all'altro e quello che fa bene all'uno fa bene all'altro. Questa filosofia così apparentemente astratta per dire che, o questi gruppi decidono di fare le società monosesso (o almeno con un apartheid sessuale) oppure devono seguire le intuizioni che affiorano qua e là dalle esperienze più autentiche, sotto la crosta dei proclami oppositivi e di forza e capire che bisogna camminare assieme e basta.
Qualcuno l'ha capito, qualcuno lo ammette in parte ma specificando che l'altro sesso gli è ostile (possibile, ma ovviamente potrebbe essere anche un pregiudizio figlio di delusioni), qualcuno non l'ha proprio capito.
Non puoi dire che ad esempio una donna è sempre intelligente, raffinata, ecc. mentre un uomo è essenzialmente un bullo rozzo, muscolare, ecc. e tacere l'ovvio cioè che l'uomo si presenta così e piace (e a volte si presenta così per piacere, che è peggio) alle stesse creature angeliche e illuminate che, coerentemente colla loro precedente descrizione, dovrebbero schifarlo. E la cosa vale anche all'incontrario!
Non puoi arraffare una donna e dipingerla come la tua puttana senza passar per pappone, non puoi considerare un uomo uno smidollato e disprezzarlo senza passare per un'amazzone incazzata.
Addirittura un sito antifemminista (inteso come contrario al femminismo, non come misogino, almeno per quanto riguarda le rivendicazioni meno livorose e più civili) diventa ancora più involontariamente profetico lamentandosi specularmente che "le donne affermano che gli uomini sono stronzi" e, qualche post più in la che "non se ne può più di queste donne stronze" mostrando uno scenario da guerra civile di Iugoslavia dove l'ONU denuncia gli attacchi serbi e assicura di non aver fatto altrettanto e viceversa, con entrambi che si gridano "bombarolo! assassino!". Il pensiero rigido occidentale, gerarchico (le femminste direbbero patriarcale, i maschilisti sanamente mascolino :D senza contare entrambi che, messe allo stesso posto, le donne hanno fatto allo stesso modo. Non è allora forse il posto, il problema, il ruolo e non chi lo incarna, grande intuizione base dello Strutturalismo?) non aiuta. Non c'è una parte che ha ragione e una che ha torto e una che ha ragione: entrambe hanno torto nell'assicurare di essere cavalieri bianchi in scintillante armatura ed entrambi hanno ragione nel lamentare l'aggressività dell'avversario. E, uscendo, dalla metafora, uomini e donne (certi, molti uomini e molte donne) sono entrambi molto cattivi uno con l'altra, o almeno questa è la visione d'insieme propagandata e incoraggiata "a pezzi" (la prima parte solo agli uomini, la seconda solo alle donne, sfruttando il compiacimento e il sentimento di appartenenza) da una cultura dell'homo homini lupus (homo, non vir!) molto seducente nel far intendere che c'è comunque qualcuno che vince e che quel vincitore meraviglioso...sei tu! Balle, è dolore, inflitto e subito, e come nel vecchio proverbio, a godere dei due litiganti è il "terzo" della moda, della pubblicità, dell'imprenditoria farlocca che vende cose inutili, della televisione, del culto del successo per decesso dei competitori, della politica delle beghe senza capo nè coda, un terzo che si denuncia quando lascia la sua impronta quando si va a vedere i modi persuasivi, le strategie retoriche, che sono un suo marchio di fabbrica inconfondibile. E, che, visto che sguazza bene nel conflitto perenne di tizio contro caio, chiunque sia tizio e chiunque sia caio, fa sospettare che, almeno un po', non si sia limitato a godere ex-post ma abbia montato qualche pezzo del triste teatrino.
Attribuire ad una categoria tratti umani (e potenzialmente di entrambi, magari incoraggiati più presso l'uno o presso l'altro per pura ideologia/cultura) non desiderati e attribuire alla propria categoria, complementare e coinvolta com'è colla prima, tratti antitetici e positivi (ancora una volta, in realtà, bipartisan) è un vecchio meccanismo psicologico, mi pare lo chiamino "scissione e proiezione" ma nel campo sono un profano. I dettagli del meccanismo assurdo però li so per esperienza di tante conversazioni con due punti di vista che negavano i punti di somiglianza e di contatto, insomma la comune natura dei due contendenti,e così facendo negavano la possibilità di una base di comprensione e riconoscimento reciproco. Gli uomini da Marte e le donne da Venere o entrambi di questo scalcinato, vecchio pianeta?