Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Oltre 200 feriti tra le forze dell'ordine. E' questo il dato piu' impressionante degli scontri avvenuti parallelamente alle proteste pacifiche anti-TAV della giornata di ieri.
Oltre 200 feriti tra le forze dell'ordine. E' questo il dato piu' impressionante degli scontri avvenuti parallelamente alle proteste pacifiche anti-TAV della giornata di ieri.
Un numero da capogiro, talmente alto da sembrare inverosimile. 200 feriti in poche ore non li avevamo mai avuti, se la memoria non mi tradisce, in nessuna occasione nella recente storia d'Italia. Non in Libano, non in Somalia, non in Iraq, non in Afghanistan, non durante il G8 di Genova e nemmeno nelle frequenti violenze che si verificano in concomitanza con troppe partite di calcio.
Oltre 200 feriti tra le forze dell'ordine, altrettanti tra i manifestanti, nell'ambito di una manifestazione che, secondo gli organizzatori ha raccolto 50'000 persone, ma secondo la questura solo 5'000, sono un dato sproporzionato, spropositato, quasi irreale.
Pare che in valle fossero presenti almeno trecento stranieri ed alcune centinaia di giovani di tutt'Italia appartenenti ad alcuni gruppi antagonisti, giunti appositamente per una tappa del loro "tour della violenza".
I fautori della TAV, dal PDL al PD, dalla Lega al Terzo Polo li dovrebbero ringraziare. In questi gruppetti di vagabondi della violenza hanno trovato i loro migliori alleati nell'oscuramento del dibattito sulla reale opportunità di una Grande Opera, che di grande ha solo lo sperpero del pubblico denaro.
22 miliardi di euro ci costerà la TAV, 370 euro per abitante, neonati inclusi, per un'opera immaginata ad alto impatto ambientale per trasportare attraverso un tunnel di 57 chilometri merci che secondo gli studi di settore non avranno alcun bisogno di essere trasportate.