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Inghilterra: esplode la protesta, scontri in tutto il Paese

Martedì 9 Agosto 2011, 14:56 in Crisi e conflitti di

Tre giorni fa, Mark Duggan, 29enne padre di quattro figli, era a bordo della sua automobile. La polizia lo aveva fermato, gli aveva chiesto i documenti. Un controllo di routine, frequente in un quartiere dominato dalla criminalità. Poi, qualcosa era successo qualcosa che non avrebbe dovuto accadere. per ragioni tutt'altro che chiare i poliziotti avevano sparato, almeno due colpi.

Tre giorni fa, Mark Duggan, 29enne nero, padre di quattro figli, era a bordo della sua automobile. La polizia lo aveva fermato, gli aveva chiesto i documenti. Un controllo di routine, frequente in un quartiere dominato dalla criminalità. Poi, qualcosa era successo qualcosa che non avrebbe dovuto accadere. Per ragioni tutt'altro che chiare i poliziotti avevano sparato, almeno due colpi. Uno si era conficcato nella radio di un agente, l'altro aveva colpito Duggan uccidendolo. Inizialmente, la polizia aveva parlato di legittima difesa, perché sarebbe stato il giovane a sparare per primo, ma poi i risultati della balistica hanno mostrato che entrambi i colpi erano partiti da pistole della polizia. Un uomo di colore, apparentemente senza legami con la criminalità, un padre di famiglia ucciso da poliziotti bianchi. E' stata la scintilla che ha fatto esplodere un domino di violenze che da Tottenham si è esteso a Londra ed a molte altre città inglesi.

Manifestazioni davanti alle centrali di polizia, cortei pacifici contro il razzismo e la violenza di Stato. Ma anche incendi, aggressioni a poliziotti, lanci di molotov e di pietre. Centinaia di arresti, e centinaia di feriti. Scontri tra giovani e poliziotti, vetrine dei negozi distrutte, automobili date alle fiamme, ed oggi un ragazzo morto a Londra.

I quotidiani titolano di una rivolta contro la polizia, mentre il Premier Cameron chiude le sue vacanze e torna d'urgenza in patria. Sospese le partite della nazionale, e dall'estero i governi invitano i propri concittadini a misure di prudenza nel caso debba proprio soggiornare in una delle città in preda alla violenza.

Si parla di un micidiale mix esplosivo, creato dalla difficile integrazione di tanti giovani stranieri, dalla disperazione di tanti altri giovani disoccupati, dalla crisi economica, dal ruolo delle gang giovani, dall'uso strumentale delle violenze da parte di giovani criminali dediti al furto e al saccheggio. Il governo inglese parla di "pura criminalità", mentre la rivolta trova un leader nel volto di Lee Jasper, attivista per i diritti delle minoranze, ex Consigliere dell'ex sindaco Livingstone che si scaglia contro i tagli ai servizi sociali ed accusa la polizia di Tottenham di aver mentito sulla morte di Duggan, che condanna la violenza di chi aggredisce i poliziotti, ma anche la violenza economica di un governo che ha abbandonato tanti giovani alla disperazione.

Su Internet, corre il passaparola tra tanti giovani d'Inghilterra, si organizzano manifestazioni per rivendicare diritti e lavoro, mentre protesta pacifica e protesta violenta talvolta si mescolano, e per molti giovani si traducono in atmosfere e sentimenti del tutto analoghi a quelli delle rivolte anti-regime dei giovani arabi.

In Inghilterra c'è la democrazia, ma la percezione del disagio economico, vero motore delle proteste inglesi come di quelle nel mondo arabo, è esattamente la stessa.

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