Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Evidentemente con le spalle al muro per una legislatura disastrosa da ogni punto di vista, il centrodestra sta cavalcando la proposta di inserire nella Carta Costituzionale l'obiettivo del pareggio di bilancio.
Evidentemente con le spalle al muro per una legislatura disastrosa da ogni punto di vista, il centrodestra sta cavalcando la proposta di inserire nella Carta Costituzionale l'obiettivo del pareggio di bilancio. Il pareggio di bilancio come punto fermo della gestione delle finanze pubbliche rappresenta un 'obiettivo per certi versi ovvio, inevitabilmente condivisibile, ma allo stato attuale anche del tutto irrealistico.
La nuova previsione costituzionale, se mai sarà effettivamente approvata, si aggiungerà ad altre previsioni costituzionali rimaste sfortunatamente inattuate. Nel migliore dei casi, considerata l'attuale situazione dei conti pubblici e le scarsissime prospettive di un loro miglioramento, l'applicazione del principio si tradurrà in mere operazioni contabili paragonabili a quelle entrate ormai nella consuetudine della gestione di tante, troppe aziende private.
Già sono numerose le norme costituzionali che salvaguardano principi d'indiscusso valore, ma che non sono state attuate e probabilmente non lo saranno per chissà ancora quanto tempo. Per la nostra Costituzione, ad esempio, l'Italia sarebbe una Repubblica fondata sul lavoro, ed il lavoro sarebbe un diritto costituzionalmente garantito.
La migliore dottrina giuridica ritiene che un diritto, se non puo' essere fatto valere ed imposto con la forza pubblica, non costituisce un vero e proprio diritto in senso tecnico, ma una mera aspettativa debolmente tutelata, o non garantita affatto. Cosi' come un obbligo: se nessuno ne puo' imporne con la forza l'osservanza, quell'obbligo non ha un reale valore giuridico.