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Schiaffi ai figli e cultura educativa, tra Svezia e Italia

Mercoledì 31 Agosto 2011, 11:37 in Cronaca, Legislazione di

Ha suscitato molto scalpore e piu' di una polemica la notizia del recente arresto di Giovanni Colasante, consigliere comunale di Canosa di Puglia, per un presunto schiaffo dato al figlio che si rifiutava di entrare in un ristorante.

Ha suscitato molto scalpore e piu' di una polemica la notizia del recente arresto di Giovanni Colasante, consigliere comunale di Canosa di Puglia, per un presunto schiaffo dato al figlio che si rifiutava di entrare in un ristorante.

Il consigliere comunale pugliese, in vacanza con la famiglia in Svezia, è stato fermato e trattenuto dalla polizia per due giorni. Mentre la famiglia rientrava in Italia chiudendo anticipatamente il periodo di vacanza, l'uomo è dovuto rimanere in Svezia in attesa del processo e dovrà rispondere dell'accusa di maltrattamenti.

In Italia, se una donna dà uno schiaffo ad un'altra donna, puo' essere condannata per percosse (massimo sei mesi di reclusione), e nel caso di conseguenze fisiche, a seconda della loro gravità puo' scattare un ventaglio di di imputazioni che vanno dalle lesioni personali semplici (fino a tre anni di reclusione) a quelle aggravate (fino a sette anni di reclusione) o addirittura all'omicidio preterintenzionale (fino a 18 anni di reclusione).
Se chi riceve lo schiaffo è minorenne, scatta un'aggravante.

Ma quando è un genitore a dare lo stesso schiaffo al figlio per "motivi educativi", la giurisprudenza considera quello schiaffo illecito solo se il grado di violenza, è idoneo a causare il pericolo di una malattia, applicando le piu' blande sanzioni previste dall'art. 571 del Codice Penale per il reato di abuso di mezzi di correzione con una pena massima di sei mesi di reclusione. Se dallo schiaffo deriva una lesione personale, la pena massima sale ad un anno, mentre nel caso di lesioni gravi il massimo sale a due anni e quattro mesi. Se dallo schiaffo deriva la morte del figlio, la pena massima è di otto anni.

Detto altrimenti, il fine educativo della violenza esercitata dai genitori continua a costituire nel nostro sistema penale talora un motivo di irrilevanza penale, talora la ragione di un trattamento sanzionatorio molto piu' leggero di quello che si applicherebbe per gli stessi fatti di violenza se realizzati in un qualsiasi altro contesto.

In Svezia, se lo schiaffo sarà provato, Colasante rischia fino a due anni di carcere per il reato di maltrattamenti su minore. Per lo stesso schiaffo, essendo non di tale violenza da poter provocare una malattia, in Italia, non scatterebbero sanzioni.

La difesa sostiene che Colasante non ha schiaffeggiato il figlio, essendosi limitato a rimproverarlo ad alta voce, ed annuncia che dopo il proscioglimento scatterà la richiesta di un sostanzioso risarcimento dei danni.

Sui giornali nazionali, la vicenda ha subito scatenato una guerra di opinioni tra i sostenitori dello "schiaffo educativo" ed i suoi oppositori, con gran parte degli opinionisti che hanno espresso indignazione per il comportamento delle autorità svedesi.

Cosi', mentre una parte d'Italia si azzarda a voler dare lezioni di civiltà alla Svezia in nome del "sacrosanto diritto" di dare qualche scappellotto ai propri figli, altri ricordano che l'ONU e l'Unione Europea ci hanno già chiesto di abbandonare queste pratiche barbare e inutili nell'educazione dei figli.

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15 Set 2011
alle 01:11

Morgan

Penso che di lezioni di civiltà alla Svezia ne occorrano molte dato che deteniene il record mondiale di suicidi e il record mondiale di famiglie separate e sbandate. direi che la "civile" educazione dei figli, in Svezia fa un po' di acqua dato che il bullismo è sempre aumentato da quando nel 79 è in vigore la legge anti-sculacciata che condanna al carcere i genitori anche per punizioni fisiche lievissime.

Ovviamente l'ONU e l'Unione Europea ci hanno già chiesto più e più volte di abbandonare le sculacciate, queste pratiche barbare e inutili nell'educazione dei figli, perché, guarda caso, sono più che altro donne scandivave a capo di tante Organizzazioni di punta sulla "tutela dei diritti dei minori"... posticini facili e sicuri... onlus che percepiscono cospicue somme di denaro pubblico... un bel giro bambinista sul quale campano alla grande esperti psicologi, avvocati, case editrici...

 

Morgan

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