Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
L'Università del Queensland, Australia, ha realizzato il primo studio comparativo sull'aspettativa di vita in rapporto al tempo trascorso dagli individui a guardare la televisione.
L'Università del Queensland, Australia, ha realizzato il primo studio comparativo sull'aspettativa di vita in rapporto al tempo trascorso dagli individui a guardare la televisione.
Lo studio è stato pubblicato sul British Journal of Sports Medicine e si basa su un'indagine svolta su undicimila australiani.
Il confronto tra la vita media di chi guarda la televisione e di chi non la guarda ha dato un risultato solo in apparenza clamoroso: mediamente, ogni ora trascorsa davanti al televisore riduce l'aspettativa di vita di qualcosa come 21,8 minuti.
Con la conseguenza che chi guarda piu' di sei ore di televisione al giorno, vivrà mediamente almeno 4,8 anni di vita in meno di chi non ne guarda affatto.
Ovviamente, la minore aspettativa di vita dei teledipendenti non deriva da qualche oscuro virus che si trasmette attraverso i teleschermi o dal contatto col telecomando, ma è correlata al carattere sedentario della (non) attività di guardare la televisione. Insieme ad altri comportamenti sedentari (dalle attività al computer, alla lettura di un libro fino alla guida dell'automobile), anche guardare la televisione sottrae tempo ed opportunità ad una moltitudine di altre possibili iniziative che, richiedendo un maggiore impegno fisico, contribuiscono ad una buona salute dell'organismo.
Ovviamente si tratta solo di studi statistici e di dati medi che inevitabilmente sfuggono alla complessità ed all'unicità di ogni vita umana.
Di certo, per la televisione, rispetto ad altre attività sedentarie come la lettura, la guida, l'uso del PC, ci sono alcune aggravanti come la passività del rapporto col mezzo e la sostanziale inutilità della stragrande maggioranza dei prodotti televisivi.