blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Elezioni Tunisia: la democrazia premia l'Islam moderato

Lunedì 24 Ottobre 2011, 21:37 in Diritti umani di

Le prime elezioni libere della nuova Tunisia si sono svolte nella regolarità e nella trasparenza, con una grande affluenza alle urne e l'immediato riconoscimento della validità dei risultati da parte degli sconfitti.

Le prime elezioni libere della nuova Tunisia si sono svolte nella regolarità e nella trasparenza, con una grande affluenza alle urne e l'immediato riconoscimento della validità dei risultati da parte degli sconfitti.

La giovane democrazia tunisina ha superato a pieni voti la sua prima grande prova, mandando un chiaro messaggio a coloro che si ostinano a ritenere la democrazia incompatibile con l'Islam.

Purtroppo, come spesso accade, i media italiani hanno dedicato e stanno dedicando pochissima attenzione alle elezioni tunisine, nonostante la loro straordinaria importanza per tutto il Mediterraneo.

Dopo anni di opposizione al regime di Ben Ali, il movimento islamico moderato di Ennahdha (centrodestra) ed i suoi antagonisti laici del Partito democratico progressista - PDP (centrosinistra), avevano assistito alla rivoluzione tunisina quasi da osservatori, ma si presentavano alle elezioni piu' preparati degli avversari, per esperienza politica, organizzazione territoriale e notorietà dei loro candidati. I movimenti fondamentalisti ed i gruppi salafiti avevano cercato di boicottare il voto, delegittimando il processo di democraticizzazione e distribuendo minacce tra tutte le principali forze politiche, ma le elezioni hanno visto una grande partecipazione popolare, senza incidenti di particolare gravità.

A vincere, anche se i dati definitivi arriveranno non prima di un paio di giorni, è stato Ennahdha, di gran lungo primo partito, mentre il PDP è stato clamorosamente surclassato, oltre che da Ennahdha, anche da due forze politiche di recente costituzione.

Ennahdha, guidato dal suo leader storico Rachid Ghannouchi, dovrebbe aver ottenuto attorno al 30% dei voti. I suoi portavoce, per prevenire qualsiasi sospetto di fondamentalismo, hanno immediatamente ribadito che intendono garantire le libertà individuali e le libertà religiose, e promuovere i diritti delle donne.

La lotta per il secondo posto è serratissima tra il Congresso per la Repubblica guidato da Moncef Marzouki, rientrato dal suo esilio in Francia, ed Ettakatol, guidato dal medico Ben Jaffar. Entrambe le formazioni possono essere considerate di centro-sinistra ed entrambe sono accreditate col 15-16% dei voti.

Il PDP sarebbe invece riuscito a raccogliere solo il 10% dei consensi, una delusione cocente per la leader Maya Jribi che ha immediatamente ammesso la sconfitta congratulandosi con le tre formazioni che l'hanno preceduta.

Tra qualche giorno, a risultati definitivi acquisiti, inizieranno le grandi manovre per costruire le alleanze che guideranno l'Assemblea Costituente alla stesura delle norme fondamentali della nuova Tunisia.

Nella serata di oggi, Ennahdha ha annunciato che tenterà di trovare un accordo con le due formazioni di centrosinistra che si stanno contendendo il secondo ed il terzo posto, con l'obiettivo di arrivare ad un governo di unità nazionale e ad una nuova Costituzione che raccolga un vasto consenso politico.

Nonostante queste premesse, quasi trionfali, la democrazia tunisina si troverà ad affrontare molte questioni difficili. In primis, l'altissimo tasso di disoccupazione giovanile che ha senz'altro giocato un ruolo essenziale nella rivoluzioni. Centinaia di migliaia di giovani che si attendono soluzioni e risposte immediate alle loro difficoltà e che rimarranno probabilmente deluse, sia perché alcuni di loro si aspettano dallo Stato quello che nessuno Stato potrebbe mai garantire (benessere economico e felicità), sia per le oggettive difficoltà che i prossimi governi si troveranno ad affrontare.

E' anche probabile che i tempi della rivoluzione e di queste elezioni siano stati troppo stretti per consentire una piena rappresentanza politica delle istanze di rinnovamento espresse nelle piazze dai giovani che hanno fatto crollare il regime di Ben Ali, e che nell'arco di qualche mese emergano nuovi fronti di protesta e rinnovate rivendicazioni che metteranno a dura prova il prossimo governo del Paese.

E' tuttavia difficile non leggere nell'esito delle elezioni tunisine alcune analogie con il periodo della Prima Repubblica in Italia, con un movimento di ispirazione religiosa come Ennahdha al posto della "nostra" DC, e diversi movimenti di sinistra di carattere laico come lo sono stati PCI, PSI e PSDI.

0

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere