Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Scendono oggi in piazza gli Indignati di mezzo mondo, con manifestazioni previste in qualcosa come 700 città sparse tra i cinque Continenti.
Scendono oggi in piazza gli Indignati di mezzo mondo, con manifestazioni previste in qualcosa come 700 città sparse tra i cinque Continenti.
Nato dalle proteste dei giovani spagnoli alcuni mesi fa, quello degli Indignados è diventato un vero e proprio movimento di protesta globale, o meglio una costellazione di movimenti di protesta, decisamente eterogenea, accomunata dalla rabbia e dall'indignazione di come vanno le cose nel mondo.
Persone molto diverse, per estrazione economica e idee politiche, si uniscono in un urlo collettivo contro il cosiddetto sistema, contro i suoi vizi, contro il lavoro che non c'è, e se c'è è troppo mal pagato, contro una società incatenata a se stessa da pochi gruppi di potere, e forse un po' anche contro se stessi, i propri piccoli e grandi fallimenti, la propria incapacità di cambiare le cose con gli strumenti interni alle democrazie.
Gli Indignati chiedono più democrazia, etica pubblica, giustizia sociale, contestano le caste politico-finanziarie, i grandi istituti finanziari, pubblici e privati, le banche e le grandi società d'investimento.
In cinque mesi, dalle prime manifestazioni dei giovani davanti alla Puerta del Sol, a Madrid, il movimento degli Indignados è diventato un fenomeno di massa, che si alimenta e organizza attraverso i canali del passaparola e di Internet, e che nessuno oggi può davvero prevedere in che modo evolverà.