Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Secondo le statistiche ufficiali, la popolazione della Terra ha superato oggi quota sette miliardi. Troppo per le capacità del sistema Terra, ma semplicemente normale dal punto di vista dell'evoluzione umana.
Secondo le statistiche ufficiali, la popolazione della Terra ha superato oggi quota sette miliardi.
Il settemiliardesimo abitante della Terra, secondo le Nazioni Unite, è Danica May Camacho, nata a Manila, capitale delle Filippine.
Probabilmente, non è davvero lei la settemiliardesima, visto che in molte parti del mondo bambine e bambini nascono al di fuori di qualsiasi monitoraggio medico e/o statale. E probabilmente, non è neppure la piccola Nargis, nata stamattina in un piccolo villaggio dell'Uttar Pradesh, in India, come pretenderebbe l'Organizzazione Non Governativa Plan International.
E' impossibile stabilire con certezza quale sia la popolazione complessiva della Terra in un qualsiasi momento. E' comunque piuttosto plausibile che, se non proprio oggi comunque in questi giorni, la popolazione della Terra abbia effettivamente superato quota sette miliardi cosi' come sono plausibili le previsioni che parlano di una popolazione sopra i nove miliardi di abitanti per il 2050.
Per noi, il settemiliardesimo abitante del pianeta è un neonato senza nome, che tenta di aggrapparsi disperatamente alla vita tra le braccia di una madre estenuata dal parto. Uno dei tantissimi, tra quelli che nascono continuamente nelle aree piu' povere del pianeta, dove le statistiche indicano tassi spaventosi di mortalità infantile e livelli bassissimi nell'aspettativa di vita.
Il sistema Terra non ce la fa a sostenere questa crescita demografica e non è improbabile che una qualche catastrofe sanitaria, ambientale, economica ridimensioni tra qualche decina d'anni in modo radicale la popolazione terrestre.
Le risorse naturali attuali non sono sufficienti e continueranno a diminuire. Le possibilità che i Paesi piu' ricchi accettino spontaneamente una significativa riduzione del proprio benessere materiale come forma di solidarietà globale non sono mai state cosi' basse, mentre la tecnologia spaziale è lontanissima dall'offrirci qualche speranza di colonizzazione di altri pianeti abitabili.
Nei cosiddetti Paesi ricchi, uno strano mix di benessere materiale, egoismi individuali e razionalità ci sta conducendo verso la cosiddetta crescita zero.
Ma le condizioni di una crescita zero non imposta dall'autorità sono semplicemente irrealizzabili nella gran parte del pianeta.
Prima o poi, la politica mondiale si dovrà porre seriamente il problema demografico e l'unica alternativa alla scommessa impossibile dell'esplorazione spaziale, è quella odiosa e disumana del controllo delle nascite con tutta una serie di mostruose leggi statali che difficilmente potrebbero essere adottate in un Paese democratico.
alle 17:35
Antonio
L'unica via percorribile se vogliamo che i nostri figli possano continuare a fare parte della popolazione terrestre,
e quella di un controllo forzato delle nascite e di astinenza volontaria fin tanto di arrivare a cuota di un miliardo, in una diecina di anni forse ce la facciamo, diversamente per arrivare a questo si parla di una guerra mondiale con miliardi di morti ciao a tutti e confidiamo nella prima ipotesi.