Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Nuova crisi nel governo Berlusconi: la Lega si dice pronta a tutto pur di impedire l'innalzamento dell'età della pensione a 67 anni. L'Unione Europea chiede all'Italia misure reali per controllare la spesa pubblica, ed un innalzamento dell'età della pensione a 67 anni sembra corrispondere anche all'evoluzione demografica del Paese.
Nuova crisi nel governo Berlusconi: la Lega si dice pronta a tutto pur di impedire l'innalzamento dell'età della pensione a 67 anni. Il PDL insiste, il governo Berlusconi rischia nuovamente di cadere.
L'Unione Europea chiede all'Italia misure reali per controllare la spesa pubblica, mentre un innalzamento dell'età della pensione a 67 anni sembra corrispondere anche all'evoluzione demografica del Paese.
L'età media si alza, i giovani entrano sempre piu' tardi nel mondo del lavoro per ragioni che dipendono anche dall'allungamento del periodo formativo, con la conseguenza che i contributi versati tendono a scendere e le pensioni erogate tendono ad aumentare.
Alzare l'età della pensione a 67 anni corrisponde anche alla scelta che molti Paesi faticosamente stanno adottando, ma è una scelta sempre difficile e controversa.
In Italia, dove i pensionati e soprattutto i quasi-pensionati rappresentano una quota molto significativa dell'elettorato e di gran lunga piu' influente dei giovani nelle decisioni politiche, ogni reale riforma delle pensioni parte con l'handicap di una straordinaria impopolarità. Gli enormi sprechi della macchina statale, i vergognosi privilegi della casta e lo specifico fenomeno delle intoccabili baby-pensioni, rendono l'innalzamento dell'età della pensione ancora piu' impopolare che altrove.
Eppure, alzare l'età della pensione è necessario e, probabilmente, l'età adeguata alla situazione demografica italiana si fissa sui 70 anni, ben al di sopra delle proposte di Berlusconi e del PDL.
La pensione, è bene chiarirlo, nel sistema italiano è una prestazione di natura essenzialmente assistenziale. Sono i lavoratori attivi che pagano le pensioni di oggi, mentre le loro peseranno sui lavorativi attivi di domani, in un persistente rapporto debitorio col futuro.
Chi si avvicina all'età della pensione, la considera per lo piu' come fonte di sicurezza economica ed una sorta di meritato premio per i tanti anni di faticoso e spesso mal pagato lavoro.
Molti giovani invece neppure fanno affidamento sulla possibilità che anche loro un giorno possano beneficiare di una pensione. I genitori ed i nonni di chi nasce oggi, nonostante la Seconda Guerra Mondiale, hanno goduto di un tenore di vita e di possibilità di scelte superiori a quelli di cui potranno godere i loro figli e nipoti. Questa previsione è condivisa da gran parte degli economisti, confermata da uno stillicidio di numeri e di statistiche, oltre che dal deterioramento del sistema finanziario e dal degrado degli ecosistemi, ma contestata spesso con rabbia dai diretti interessati. Manca la prova finale, una prova che solamente l'invenzione della macchina del tempo ci potrebbe offrire consentendoci di dare un'occhiata a come sarà davvero il futuro.
In questo contesto, l'innalzamento dell'età della pensione a 67 anni è una misura non solo opportuna, ma assolutamente doverosa e necessaria, ed è una delle poche, pochissime cose giuste che l'ultimo governo Berlusconi, probabilmente il peggiore governo dall'Unità d'Italia, abbia manifestato l'intenzione di fare.
I partiti che vi si oppongono, come la Lega Nord, lo fanno per irresponsabilità e convenienza elettorale.
Alzare l'età della pensione è anche l'unico modo per prevenire il rischio di un prossimo taglio generalizzato del livello delle pensioni che sarebbe enormemente piu' traumatico per i pensionati.
Naturalmente, se la classe politica iniziasse anche a ridurre i propri vergognosi privilegi, anziché prometterlo per poi non farlo, misure come queste apparirebbe un po' meno indigeste.
La Lega Nord non ha fatto nulla per ridurre i privilegi della casta, ma anzi, non appena ha occupato el poltrone del potere, ha coltivato con avidità i privilegi di quella che un tempo definiva appropriatamente "Roma Ladrona".
"Roma Ladrona" è ancora li', con i leghisti che ne tengono le redini e che di fronte al calo di consensi nei sondaggi (ormai la Lega è data sotto il 9%), non sanno fare altro che strillare contro il loro stesso governo per guadagnarsi qualche prima pagina per poi rientrare nei ranghi e tenere in piedi un governo da cui dipende la sopravvivenza delle loro tanto amate poltrone.
si come no, a 67 anni d'età avrò lavorato per 52 anni e mezzo....se avrò grazie di arrivarci a 67 anni d'età,e poi questo articolo mi sembra scritto da uno scaldasedie,vieni a fare il mio lavoro,e poi ne riparliamo
come di consueto si scrive senza sapere di quello di cui si parla:
Italia 61 anni, 62 nel 2013, 66 di vecchiaia
Francia 60 anni - 62 nel 2018 (1mese e mezzo lanno di incremento)
Germania dal 1997 al 2011 da 58 a 65 (14 anni) e nel 2029 67 (1 mese e qualche giorno l'anno)
mediamente la media italiana e' intorno ai 60 anni come nel resto d'europa (anzi la media tedesca e' sui 58,5 perche hanno la possibilita' di ritirarsi prima con disincentivi)
la UE non ci ha chiesto proprio nulla, anzi poche settimane fa ha ufficialmente affermato che il sistema previdenziale italiano e' in equilibrio.
I nostri versamenti previdenziali sono mediamente piu' alti del 30-40% rispetto agli altri paesi UE e le nosre pensioni sono piu' basse..
Quindi siete invitati a documentarvi prima di sparare cazzate! oppure siete in malafede!
alle 17:38
Rosario Mastrosimone
Secondo la Population Division delle Nazioni Unite, nel 2050, la popolazione residente sarà inferiore a quella di oggi, ed a diminuire sarà soprattutto la quota di popolazione attiva nel lavoro.
Il problema è comune a tutta Europa ed è piu' grave per l'Italia. L'Italia è infatti il Paese al mondo dove la popolazione invecchia in modo piu' veloce e marcato.
Negli ultimi 20 anni, l'aspettativa di vita in Italia è salita da 78 a 82 anni. Secondo le stime dell'ISTAT, nel 2050, circa un terzo della popolazione residente avrà piu' di 65 anni. Tolti bambini, adolescenti, studenti, invalidi e disoccupati, forse meno del 50% delle persone lavoreranno per versare contributi di entità mostruosa nel disperato tentativo di consentire allo Stato di pagare pensioni sempre piu' misere a quel terzo di pensionati. Oltre a pagare i contributi, dovranno anche pagare mutui o affitti, luce e gas (che saranno piu' care), cibo (che sarà piu' caro), tasse e crescenti spese mediche...