Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
E allora dove sono i black bloc? Perché sembra tanto difficile individuarli? E' possibile che la matrice politica giochi un ruolo praticamente nullo e che si sia davanti a quella violenza fine a se stessa che è la piu' difficile da comprendere, analizzare e raccontare.
I gravissimi scontri che hanno devastato Roma riaprono il dibattito sui black bloc.
In 200'000 erano scesi in strada a Roma per manifestare contro governo, banche, istituti finanziari e chiedere una maggior democraticizzazione dei processi decisionali.
Quella di Roma, tra le quasi 1000 manifestazioni organizzate in tutto il mondo dagli Indignados, è stata la piu' imponente e la piu' partecipata, ed anche l'unica segnata da scontri di simile gravità.
Tutto era iniziato bene, ma poi sono apparsi i black bloc. Dietro ad un'etichetta basata esclusivamente sugli abiti colore nero indossati da molti di loro, si muove una non troppo piccola galassia di violenti. Erano molte centinaia, forse qualche migliaio, impossibile conoscerne il numero esatto, ed hanno sfogato la loro violenza contro la polizia, i bancomat e alcune sedi del potere finanziario, ma anche contro automobili e vetrine scelte a caso, apparentemente senza alcuna logica comprensibile.
Sono gli stessi black bloc che nell'epoca calda dei movimenti no global, ne hanno infiltrato le manifestazioni devastando l'immagine del movimento altermondialista?
Nessuno sa con certezza chi siano esattamente i black bloc, se siano un gruppo strutturato, cosa vogliano, o ancora piu' basilarmente, se vogliano qualcosa.
Chi sono allora i black bloc? Perché dopo il loro passaggio, rimangono messaggi analoghi a quelli lasciati da molti gruppi del tifo calcistico violento o da certe gang delle periferie metropolitane? Come mai tra loro ci sono cosi' tanti minorenni? Come mai non ci sono slogan politici, né men che meno manifesti, richieste, rivendicazioni?
Il Ministro Maroni, nella frustrazione delle ore immediatamente successive agli scontri di Roma, ha parlato, tout court, di criminali. Altri, hanno cercato di definirne la connotazione politica, parlando di centri sociali e di anarcoinsurrezionalisti.
Oggi la polizia ha iniziato una maxioperazione per dare la caccia ai black bloc, con perquisizioni in tutta Italia presso diversi centri sociali, oltre che nei cosiddetti ambienti anarcoinsurrezionalisti e antagonisti, ed in quelli del tifo violento organizzato.
A fronte del gran numero di uomini e mezzi mobilitati, il numero degli arresti e dei denunciati continua ad essere sorprendentemente basso. Finora, tra sabato e ieri, per gli scontri di Roma solo dodici persone sono state arrestate, mentre in quattordici sono stati denunciati, inclusi sei minorenni. A quanto pare, quasi tutti gli arrestati sarebbero giovani, proverrebbero da diverse località d'Italia e non avrebbero nessun precedente penale. Per contro, il grande lavoro di oggi delle forze dell'ordine non sembra aver portato finora a nessun nuovo arresto o denuncia.
E allora dove sono i black bloc? Perché sembra tanto difficile individuarli?
E' possibile che la matrice politica giochi un ruolo praticamente nullo e che si sia davanti a quella violenza fine a se stessa che è la piu' difficile da comprendere, analizzare e raccontare.
Black bloc, come teppismo 2.0., senza motivazioni e senza ideali? Giovani organizzati nelle estemporanee azioni di violenza ma privi di reali legami gli uni con gli altri? Le eventuali etichette come maschere prese in prestito dalla storia per definire un'identità collettiva slegata da qualsiasi reale comunanza di idee o interessi?
In Italia, da qualche tempo, dinanzi a certi fatti di cronaca, ci si chiede perché un quindicenne di "buona famiglia" si armi di coltello per andare a rapinare un povero benzinaio; o perché una ragazzina apparentemente normale si rovini anima e corpo offrendosi ad una decina di coetani in discoteca.
Forse è in questa direzione in cui va cercata la risposta alla domanda su chi sono realmente i black bloc. Sono tutti e non sono nessuno.
Se questa è l'ipotesi corretta, se i black bloc non sono altro che giovani che scatenano una violenza fine a se stessa, teppisti 2.0., la comprensione del fenomeno, le indagini, la reazione dello Stato saranno ancora meno facili.
La società disprezza il ladro che spacca una vetrina per rubare delle merci, rivenderle ed arricchirsi, ma comprende la logica delle sue azioni. E' pronta a capire le motivazioni criminali del sequestratore e dell'assassino passionale. Riesce ad accettare l'idea che nei palazzi del potere uomini corrotti e corruttori. In tutti questi casi, alla condotta criminosa, per quanto odiosa, si accompagna un movente razionalmente comprensibile.
Perché un ragazzo colpisce con un calcio un cassonetto dei rifiuti facendolo rovesciare? Perché altri lanciano dai cavalcavia sassi sulle auto di passaggio? Perché c'è chi colpisce con un pugno uno sconosciuto senza nessuna provocazione?
Di questi tempi, alla criminalità cosiddetta razionale si sta sommando una criminalità del non senso, sempre piu' diffusa e ancora piu' inquietante. Una violenza gratuita, immotivata, imprevedibile, ingestibile.
sono rimasta interdetta nel vedere le immagini della guerriglia di Roma e soprattutto mi hanno colpito e proprio addolorato le immagini dell'oltraggio e della distruzione delle statue religiose. nulla può giustificare né dare ragione di una cosa del genere. D'ora in poi metterò sempre nel mio abbigliamento qualcosa di bianco, anche un semplice nastrino.
IO SONO UN WITHE BLOC
alle 15:00
Martina
Verissimo quello che dici, però bisogna fare attenzione a non fare di tutta l'erba un fascio, a pagare devono essere i colpevoli "veri" e non dobbiamo infangare tutti prendendo colpevoli casuali, come dice l'avvocato dello <a href="http://www.studiolegalegallo.it">studio legale</a> Gallo: "innocenti in galera, quei ragazzi non sono Black Bloc".