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Dieci mesi dopo la fine del regime di Ben Ali, la Tunisia va a votare per scegliere i suoi nuovi rappresentanti politici. Sono le prime vere elezioni democratiche libere della storia della Tunisia, l'attesa è ovviamente enorme.
Dieci mesi dopo la fine del regime di Ben Ali, la Tunisia va a votare per scegliere i suoi nuovi rappresentanti politici.
Sono le prime vere elezioni democratiche libere della storia della Tunisia, e l'attesa è ovviamente enorme.
La campagna elettorale si è chiusa ufficialmente alla mezzanotte di ieri. Le principali forze politiche in lizza sono il Partito democratico progessista (PDP), i socialdemocratici di Ettakatol, il Polo democratico modernista (sinistra) ed il partito d'ispirazione islamica moderata Ennahdha, sulla carta il favorito.
Domani, sette milioni di tunisini saranno chiamati a scegliere tra qualcosa come 116 partiti politici e 10'000 candidati, ma una buona parte di loro non riuscirà a votare, perché costituita da analfabeti. Ennahdha ha vanamente proposto che gli analfabeti possano essere accompagnati ai seggi da una persona di fiducia in modo da poter partecipare anch'essi alla democrazia tunisina, ma la Commissione Elettorale è stata irremovibile, ritenendo troppo alto il rischio di manipolazioni elettorali.
Difficile fare previsioni su quale movimento saprà ottenere piu' voti, ma è praticamente certo che, con il sistema proporzionale adottato in Tunisia, il primo governo democraticamente eletto del Paese sarà comunque un governo di coalizione.
Ennahdha e PDP sono i due partiti dalla storia politica piu' lunga, e con l'organizzazione territoriale piu' articolata. Per questo motivo sono le forze che dovrebbero riuscire a raccogliere piu' voti in queste prime elezioni democratiche tunisine, anche se hanno avuto un ruolo marginale nella rivoluzione.
I protagonisti della Primavera araba sono invece divisi in piu' formazioni politiche. Queste forze, come prevedibile, non sono riuscite a presentare una proposta politica unitaria, e soprattutto non hanno fatto in tempo a creare strutture politiche articolate sul territorio.
Le elezioni in Tunisia si presentano quindi come una doppia sfida: da un lato, i vecchi partiti di opposizione dell'era Ben Ali contro le forze piu' attive della rivoluzione, vivacissime in piazza ma piuttosto in difficoltà nell'organizzare proposte politiche alternative; dall'altro, i movimenti laici contro quelli di ispirazione religiosa.