Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Inizia oggi in Sudafrica l'annuale conferenza internazionale sui cambiamenti climatici, con l'obiettivo impossibile di raggiungere un accordo globale per il dopo-Kyoto.
E' iniziata oggi nel disinteresse generale la Conferenza sui cambiamenti climatici di Durban, Sudafrica.
17'000 delegati di 195 Paesi si riuniscono per discutere dell'emergenza climatica, con la quasi certezza che non arriveranno a nessuna decisione.
Tomasz Chruszczow, in rappresentanza della Presidenza polacca dell'Unione Europea e Artur Runge-Metzger, capo negoziatore europeo, chiedono un accordo globale entro il 2015 per la riduzione delle emissioni di CO2.
Ancora una volta, l'Europa sembra l'unica a voler realizzare un grande accordo vincolante per tutti, ma mai come quest'anno gli europei si siedono con poche carte al tavolo negoziale, complice una crisi economica che sta monopolizzando tutta l'attenzione politica del vecchio continente.
Col Protocollo di Kyoto in scadenza, Cina e Stati Uniti continuano a temporeggiare e rinviare l'assunzione d'impegni concreti, offrendo a Russia e Giappone un motivo in piu' per evitare impegni troppo gravosi.
La delegazione italiana sarà guidata dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini e parteciperà agli incontri ministeriali a partire dal 6 dicembre.
Dopo il colossale fallimento della Conferenza di Copenhagen nel 2009 e di quella di Cancun nel 2010, col cedimento di Barack Obama agli interessi dell'industria del petrolio, nessuno si aspetta nulla di buono dalla lunghissima e probabilmente inutile serie di incontri di Durban.