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Si celebra oggi la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, con numerosi appuntamenti in tutta Italia, occasione di riflessione su un fenomeno ancora drammaticamente molto diffuso anche in Italia.
Da dodici anni, il 25 novembre è la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. La data è stata scelta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite in memoria delle tre sorelle Mirabal uccise il 25 novembre 1960 per il loro impegno contro il regime che guidava la Repubblica Domenicana.
La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne ci ricorda gli allarmanti dati dell'ISTAT. In Italia, quasi un terzo della popolazione femminile, tra i 16 ed i 70 anni, è stata vittima di violenza, almeno una volta nella vita. Di queste, piu' di un milione sono state stuprate. In 9 casi su 10, lo stupro non è stato denunciato. Una donna su sette ha subito violenza dal marito, fidanzato, compagno.
Basterebbero questi dati, quasi inverosimili per la loro gravità, a farci guardare con sospetto il vicino di casa piu' insospettabile. Tolti i violenti e violentatori seriali, stando ai dati ISTAT, è ragionevole stimare che almeno un quinto degli uomini abbia usato violenza, almeno una volta nella vita, nei confronti di una donna.
Dal semplice schiaffo all'omicidio, le donne continuano ad essere vittime di violenza secondo numeri che mal si conciliano con la nostra ambiziosa pretesa di considerarci un popolo civile.
Lo scorso marzo, il Parlamento Europeo ha approvato una Relazione sulla violenza contro le donne in Europa, nella quale sono formulate una serie di proposte. In particolare, il Parlamento Europeo ha considerato come spesso la violenza sessuale avviene tra le mura domestiche, in famiglia, e come in tali casi quasi mai la vittima ha la forza di denunciare il proprio compagno.
In molti Stati, Italia inclusa, lo stupro è, salvo poche eccezioni, perseguito solo su querela di parte e non d'ufficio. Cosi', se una donna è ricoverata in ospedale ed i medici arrivano alla conclusione che è stata violentata, anche se le evidenze scientifiche sono chiare, senza una denuncia la magistratura avrà le mani legate e lo stupratore la farà franca, libero di stuprare ancora.
Eppure, la violenza non è mai un fatto privato tra aggressore e vittima, perché chi compie un atto di violenza sessuale spesso lo ripeterà o proverà a ripeterlo mettendo a repentaglio la vita e la libertà di altre donne. Per questo, in sede europea, sono sempre piu' numerosi coloro che si battono affinché in tutta Europa la violenza sessuale sia sempre perseguibile d'ufficio indipendentemente da una denuncia della vittima.
LINK UTILI:
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