Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Tra le misure previste dal governo Monti per affrontare crisi economica italiana, è praticamente certa la reintroduzione dell'ICI sulla prima casa. Ma cosa ne sarà delle numerose esenzioni di cui godono molti enti e cooperative?
Il governo Monti si appresta a reintrodurre l'ICI sulla prima casa, si chiamerà IMU e il suo gettito, stimato in almeno 5 miliardi annui, sarà ripartito tra lo Stato ed i Comuni italiani.
Nelle intenzioni del governo, l'IMU dovrebbe essere parametrata oltre che sulle rendite catastali (per le quali si prevede una rivalutazione), anche sui singoli redditi e patrimoni. L'IMU dovrebbe avere un'aliquota progressiva determinata in base al reddito IRPEF ed al numero e valore degli immobili posseduti. L'aliquota dell'IMU sarebbe fissata dal 2 al 9 per mille.
Secondo la UIL, la reintroduzione dell'ICI (IMU) costerà alle famiglie italiane proprietarie della casa d'abitazione fino a 340 euro all'anno.
L'ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) era stata introdotta dal governo Amato nel 1992.
Nella campagna elettorale in vista delle elezioni politiche 2006, il centrodestra di Silvio Berlusconi aveva promesso l'abolizione dell'ICI nell'ambito dei suoi sforzi per recuperare il divario di consensi indicato dai sondaggi rispetto alla coalizione guidata da Romano Prodi.
Dopo la vittoria elettorale, il governo Prodi aveva adottato una serie di misure che avevano esentato dall'ICI sulla prima casa quasi la metà delle famiglie italiane.
Nel 2008, tornato al potere il centrodestra, il governo Berlusconi aveva abolito quasi integralmente l'ICI sulla prima casa, con eccezione delle categorie catastali di maggior pregio.
La riduzione e poi l'abolizione dell'ICI sulla prima casa avevano messo in ginocchio moltissimi Comuni, privandoli di una delle entrate piu' importanti.
Resta da capire se il governo Monti interverrà anche sulle numerose esenzioni previste dalla legge per l'attuale ICI. Al momento, sono esentati dal pagamento dell'ICI, oltre ovviamente agli immobili dello Stato, anche i fabbricati della Chiesa Cattolica indipendentemente dalla loro destinazione, quelli degli Stati esteri e delle organizzazioni internazionali, nonché i terreni agricoli delle aree montane, i fabbricati rurali (inclusi quelli destinati all'agriturismo) ed i fabbricati detenuti da consorzi agrari e cooperative agricole, i fabbricati destinati ad attività di culto e quelli di enti non commerciali utilizzati per finalità assistenziali, sociali, culturali, ricreative o sportive.
Non c'è dubbio che una parte delle attuali esenzioni meriti di essere rimessa in discussione.
alle 12:53
monica massei
......la batosta dell’Imu sui fabbricati rurali, dimenticando che per noi sono mezzi di produzione, e si prevede una rivalutazione del loro valore attraverso una serie di moltiplicatori”.
Anche sui mezzi di produzione ? Proprio per il settore dell'agricoltura/turismo ? Perche' vogliono vedere la fine di un settore merceologico che ha caratterizzato da sempre l'Italia e che probabilmente finira' ,poiche' non piu' competitivo con il resto del mondo ? Non bastava tutta la burocrazia introdotta in un settore gia' ai minimi termini ?