blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Governo Monti: patrimoniale per i super-ricchi, no della casta

Lunedì 28 Novembre 2011, 12:22 in Politica italiana di

Il governo Monti valuta ancora la possibilità di un'imposta patrimoniale sulle grandi ricchezze, ma il fronte degli oppositori alza la voce. Ieri, dal supervertice del nuovo governo, l'idea di un'ICI maggiorata e della rinuncia alla patrimoniale.

governo Monti

Il governo Monti sta valutando l'ipotesi di un'imposta patrimoniale sulle grandi ricchezze finanziarie, ma il PDL e le caste della ricca borghesia sono pronti alle barricate.

In Italia, il patrimonio netto privato ammonta a circa 8.3 mila miliardi di euro, di cui 3.4 milia miliardi sono costituiti da conti correnti, depositi, titoli azionari e obbligazioni.  Il 10% della popolazione detiene la metà del patrimonio privato netto, oltre quattromila miliardi di euro, cioè piu' del doppio del debito pubblico italiano.

Se i soldi vanno presi proprio là dove ci sono, è evidente che i conti correnti ed i portafogli titoli dei paperoni italiani dovrebbero essere al primo posto nell'attenzione del governo.

Basterebbe un'imposta dell'1% sui patrimoni del 10% piu' ricco della popolazione per assicurare allo Stato un gettito di 40 miliardi di euro.

Tuttavia, il centrodestra non ne vuole sentire parlare e parla di misura illiberale, furto, esproprio proletario ai danni di chi ha già pagato un sacco di tasse sui propri redditi.

Iniqua, ingiusta persecutoria secondo i suoi detrattori, un'imposta patrimoniale sui super-ricchi è vista dalla maggioranza dei cittadini come un atto di giustizia, come il recupero di ricchezze troppo grandi per poter davvero essere state accumulate onestamente in un sistema-Paese come quello italiano, allergico al merito, improntato al clientelismo ed alla corruzione, avverso alla competizione ed al rischio d'impresa come le aristocrazie europee del medioevo.

Al di là delle obiezioni interessate di chi non vuole che lo Stato metta mano sui propri enormi patrimoni, il maggior problema, illustrato con chiarezza su Crisis, è il fatto che una parte dei grandi capitali sono intestati a società di comodo, ad aziende o addirittura a entità offshore, e non sarebbero neppure sfiorati da un'imposta patrimoniale sulle persone fisiche.

Perché un'imposta patrimoniale funzioni, e non si risolva in un clamoroso buco nell'acqua, è quindi essenziale che essa si applichi anche alle società, chiamando in causa fiduciarie e intermediari che detengono beni patrimoniali per conto di terzi.

L'imposta patrimoniale al vaglio da giorni sui tavoli del governo presenta contorni ancora indefiniti. Si parla di una patrimoniale che scatterebbe solo per i patrimoni di valore superiore al milione di euro, con un'aliquota dello 0,5%, di tipo annuale. Ma in discussione c'è anche l'ipotesi di una patrimoniale una tantum, con aliquota superiore e progressiva.

Ieri, dal supervertice del nuovo governo, è emersa l'idea di un'ICI maggiorata e dell'ennesima rinuncia alla patrimoniale.

Tra una settimana, il governo dovrà presentare il suo pacchetto di misure contro la crisi: solo allora probabilmente, sapremo se tra le misure ci sarà anche la patrimoniale per i super-ricchi.

1
1
28 Nov 2011
alle 15:34

peppe

il danaro va preso dove sta non dove non c'è, neppure il lavoro.Costi quel che costi, è necessario che il governo abbia coraggio di fare scelte forti e, impopolari per il 10%  della popolazionecioè i più ricchi.

Cosa può incidere l'1 % sul bilancio di chi detiene per esempio un patrimonio di 15.000000 di euro, 150.000 euro, si vendano qualcosa.

Sarebbe opportuno dare invece di togliere soldi a i redditi più bassi, perchè esssendo tanti, in  tanti ricomincerebbero a spendere  e quindi a far ripartire una economia spontanea. 

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere